Auto elettrica: flotte disponibili, ma…

di Gian Primo Quagliano

È sempre più auto elettrica. Nei programmi delle Case auto. In quelli degli operatori della mobilità. Nell’opinione della gente. Naturalmente il decollo della mobilità elettrica è all’inizio e molti pensano che un ruolo importante per diffonderla spetterà proprio alle flotte aziendali. Ciò non soltanto per aderire ad un orientamento politico ormai maggioritario, ma anche per l’impatto positivo che l’utilizzo di auto elettriche ha sull’immagine dell’azienda che le usa. Ma che cosa pensano in proposito i gestori della mobilità aziendale e che cosa pensano gli utilizzatori delle auto aziendali?

Econometrica, che è l’editore di questa rivista ed è anche una società di ricerca, ha condotto proprio per Auto Aziendali magazine due sondaggi paralleli per rilevare una serie di dati importanti sull’organizzazione delle flotte, ma anche per rilevare quali sono le opinioni di fleet manager e driver su alcune questioni di particolare rilevanza. Tra queste vi è innanzitutto l’atteggiamento nei confronti della mobilità elettrica. Per avere informazioni sui principali aspetti rilevati si vedano i due articoli di Vincenzo Conte (il primo sui fleet manager, il secondo sui driver).

Per quello che invece riguarda l’atteggiamento nei confronti della mobilità elettrica vi diciamo subito. Il primo aspetto che emerge è che la disponibilità dei driver a passare ad un’auto elettrica è decisamente elevata, mentre quella dei fleet manager ad inserire entro un anno nuove auto elettriche in flotta è più contenuta, ma sfiora comunque il 30%. Naturalmente non si tratta di una disponibilità incondizionata e quindi l’inchiesta di Econometrica poneva una domanda secca sia ai fleet manager che ai driver: “Qual è il fattore più importante per accelerare la diffusione delle auto elettriche nelle flotte?” Le risposte fra i due tipi di attori del mondo dell’auto aziendale non sono state molto diverse.

Il fattore più importante è una maggiore durata delle batterie. Questa risposta raccoglie il 34% delle indicazioni dei fleet manager e il 31% di quelle dei driver. Al secondo posto per numero di citazioni viene, sia per i fleet manager che per i driver, l’esigenza di un maggior numero di punti di ricarica. Le indicazioni di questa esigenza sono il 30% del totale per i fleet manager e il 28% per i driver. Viene poi l’elemento economico, che per i fleet manager è costituito dal prezzo di acquisto o dal canone di noleggio mentre per i driver è costituito dall’entità dell’addebito per l’uso privato dell’auto assegnata oltre che per l’utilizzazione aziendale anche in benefit.

Notevolmente distanziate dalle tre esigenze da soddisfare già citate per una maggiore diffusione dell’auto elettrica vi sono altre due esigenze decisamente meno importanti, ma non trascurabili. La prima di queste esigenze meno sentite è, per entrambi i tipi di attori della mobilità aziendale, una minor durata del processo di ricarica, con il 6% di indicazioni per i driver e il 5% di indicazioni per i fleet manager. L’ultima esigenza segnalata è la eventuale necessità di un maggior numero di modelli di auto elettriche sul mercato. Per i fleet manager quest’aspetto è trascurabile (1% di indicazioni) mentre è abbastanza interessante per i driver (6% di indicazioni).

Quali conclusioni si possono trarre da questi dati? Ci pare che emerga che lo sforzo delle Case auto per offrire nuovi modelli elettrici sia apprezzato, ma che esistano ancora preoccupazioni per la durata delle batterie e per la capillarità e l’efficienza della rete di alimentazione, mentre anche i prezzi delle auto elettriche non sono ancora arrivati a un livello tale da innescare un più robusto avvio dell’elettrificazione delle flotte. Sulla costruzione delle infrastrutture di ricarica si sta lavorando alacremente. Sui prezzi la parola è alle Case auto.