Auto aziendali, il Governo valuta una riforma della fiscalità

Approvato un ordine del giorno con l’ipotesi di rivedere la detraibilità dell’IVA e la deducibilità dei costi, per allinearle ai livelli europei. La soddisfazione di ANIASA: “Finalmente un riconoscimento tangibile di una nostra battaglia storica”

Un ordine del giorno che impegna il governo a valutare la possibilità di allineare la percentuale della detraibilità dell’IVA e della deducibilità dei costi delle auto aziendali ai livelli europei, con l’obiettivo di incentivare e sostenere le partite IVA che utilizzano le autovetture a fini professionali, le aziende che usufruiscono delle flotte aziendali fortemente colpite dall’emergenza sanitaria e, in generale, il settore automotive.

È stato presentato dall’onorevole Sara Moretto (Iv) sulla Legge di Bilancio e si tratta del primo ordine del giorno che impegna il Governo, che lo ha approvato, sul tema fiscalità auto aziendale, oggetto di attività di sensibilizzazione da parte di Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici che fa riferimento a Confindustria.

“UNA STORICA BATTAGLIA DI ANIASA”

”Finalmente un riconoscimento tangibile su una battaglia storica dell’Associazione che negli ultimi mesi ha trovato crescente sensibilità negli stakeholder istituzionali e e nel mondo della politica – spiegano da Aniasa – Quest’anno l’unico strumento per incidere alla Camera dei Deputati sul la Legge di Bilancio è stato proprio lo strumento degli ordini del giorno. Ecco perché assume significativa importanza quest’ordine del giorno”.

ORDINE DEL GIORNO SENZA PRECEDENTI

È la prima volta che viene presentato e approvato un ordine del giorno sulla fiscalità dell’auto aziendale: un primo passaggio sul percorso che auspicabilmente porterà il nostro Paese a rivedere nei prossimi mesi questa penalizzante imposizione fiscale che non ha pari in Europa“, dicono da Aniasa.

LA PENALIZZAZIONE RISPETTO AD ALTRI PAESI EUROPEI

Su una vettura aziendale media (valore 30.000 euro) il totale di detrazioni e deduzioni fiscali in Italia ammonta a 5.778 euro, meno di un quinto di quanto riescono a ‘scaricare’ le aziende tedesche e spagnole e circa un quarto di Francia e Gran Bretagna“, stimano da Aniasa.

Il recupero di questo gap, che supera il 400%, permetterebbe una maggiore diffusione dell’auto aziendale, che con il suo più rapido turn-over contribuirebbe a ridurre l’età media del parco circolante attraverso un turnover più rapido del nostro parco auto, con un’accelerazione dell’inserimento in flotta di autovetture a basso impatto ambientale”.