Auto aziendali e dichiarazioni fiscali 2015

di Davide De Giorgi

auto-aziendali-e-dichiarazioni-fiscali-2015-1Con la pubblicazione dei provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate (Prot. 2015/13219 e Prot. 2015/13206), con i quali è stata data approvazione ai modelli di dichiarazione “Unico 2015 SC” – “Irap 2015” e alle rispettive istruzioni, è arrivato il momento di fare il punto sulla fiscalità delle auto aziendali.

 

Modello Unico 2015 SC

Con specifico riferimento all’IRES (Imposta sul reddito delle società), come di consueto, anche quest’anno è stato previsto all’interno del modello Unico 2015 SC, un apposito rigo (Quadro RF, rigo RF18), dove deve essere indicato l’ammontare indeducibile delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati, in applicazione dei criteri stabiliti dall’art. 164 del D.P.R. n. 917 del 1986, c.d. Tuir.

 

Il regime fiscale

Quali sono dunque i criteri previsti dall’art. 164 del Tuir per un corretto trattamento fiscale riferibile all’auto aziendale? Come noto, il trattamento fiscale dell’auto aziendale in Italia è abbastanza complesso, e per molti aspetti “fuori sistema”.

L’approvazione dei modelli “Unico 2015” e “Irap 2015” è l’occasione per fare il punto sul regime fiscale applicato alle auto aziendali.In estrema sintesi, un costo sostenuto nell’ambito del regime d’impresa, dovrebbe considerarsi interamente deducibile dalla base imponibile (importo sul quale viene applicata l’aliquota IRES del 27,50%) qualora rispecchi, tra gli altri, il requisito dell’inerenza, e cioè, qualora il costo sia stato sostenuto in funzione del business e della strategia aziendale mirata alla realizzazione dei ricavi. Così non è per la generalità dei costi sostenuti per le auto aziendali.

Questi costi infatti, escludendo il caso dei costi sostenuti per l’acquisto e l’uso dei veicoli strumentali (ad esempio le auto utilizzate dalle società di noleggio) o adibiti ad uso pubblico (ad esempio il taxi), da considerare sostanzialmente un’eccezione, risultano deducibili solo limitatamente alle percentuali fissate dal legislatore e nei limiti economici previsti.

 

Il regime ordinario

Più semplicemente, il costo di acquisto e quelli sostenuti per l’uso dell’auto aziendale sono deducibili solo nel limite del 20 per cento.

In riferimento al costo di acquisto dell’auto aziendale, l’art. 164 del Tuir prevede una seconda limitazione, e cioè chiarisce che “non si tiene conto: della parte che eccede Euro 18.075,99”.

Inoltre, bisogna rammentare che nel limite così indicato, deve essere fatta confluire anche la parte di Iva (Imposta sul valore aggiunto) considerata indetraibile, e cioè il 60 per cento dell’Iva addebitata. La stessa regola vale anche per i professionisti che esercitano l’attività in forma individuale, limitatamente però ad un solo veicolo.

In sede di dichiarazione dei redditi quindi, occorre “riprendere a tassazione” i costi auto considerati indeducibili, segnalandone l’importo nel rigo RF18, modello Unico 2015 SC.

 

Le auto in benefit

Un regime “di favore” è previsto per l’auto aziendale assegnata al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta con conseguente allocazione del fringe benefit tassato in busta paga.

Dal lato azienda infatti, il costo sostenuto per l’acquisto dell’auto, e concessa in uso promiscuo al dipendente, può essere dedotto nel limite del 70 per cento senza scontrarsi anche con il secondo limite economico previsto per l’auto aziendale.

Anche in questo caso, il costo non considerato deducibile (cioè il 30 per cento) deve essere indicato nel rigo RF18, facendolo concorrere alla determinazione della base imponibile.

 

Modello Irap 2015

Infine, per il periodo d’imposta 2014 il legislatore ha previsto una completa indeducibilità della quota di costo pagata dall’impresa per l’assicurazione obbligatoria RC auto. Praticamente, nel costo complessivo dell’Rc auto è prevista anche una quota che l’impresa paga per sostenere il Servizio sanitario nazionale, quota pari al 10,5 per cento.

Dal punto di vista operativo, dal costo sostenuto per l’RC auto, deve essere “scorporata” la quota del 10,5 per cento, e tale importo deve essere “ripreso a tassazione” e di conseguenza, deve essere indicato nel rigo RF18, modello Unico 2015 SC.

Novità assoluta è la non deducibilità della suddetta quota anche ai fini Irap (Imposta sul reddito delle attività produttive). Quest’anno infatti, l’importo pari al 10,5 per cento dell’RC auto deve essere indicato anche nel Modello 2015, nel rigo IC 51, colonna 2, e di conseguenza “ripreso a tassazione”.

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