Audi fa il punto sulla fiscalità delle flotte aziendali

di Stefano Sirocchi

A un anno dalla riforma, l’evento “Fiscalità e flotte aziendali” è stata l’occasione per tracciare un primo bilancio dell’impatto delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025

Si è tenuto lo scorso 10 marzo, nella sede di Confindustria all’Eur, l’evento “Fiscalità e flotte aziendali” organizzato da Audi for Business. L’appuntamento, molto apprezzato dagli operatori del settore, ha rappresentato l’occasione per tracciare un primo bilancio dell’impatto delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025. Il quadro che ne è emerso è interessante: i noleggiatori hanno descritto un forte rallentamento degli ordini nel primo trimestre 2025, spesso tradottosi in un’estensione dei contratti in essere, a causa dell’incertezza interpretativa sulla nuova normativa e dell’assenza di una disciplina transitoria. Grazie all’intervento di Aniasa e delle altre associazioni di categoria, il legislatore ha successivamente introdotto una normativa di salvaguardia per gli ordini effettuati entro il 2024, sebbene con copertura limitata al solo primo semestre dell’anno.

Si è partiti con l’ottimo intervento del collega Luca Gaiani, che ha passato in rassegna le principali casistiche che le aziende si trovano ad affrontare per quantificare il valore del fringe benefit. Al centro dell’analisi, il tema delle riassegnazioni: le vetture immatricolate e assegnate nel periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2024 che, una volta restituite dal driver, vengono riassegnate a un altro dipendente a partire dal 2025. Per la corretta valorizzazione del benefit, il discrimine temporale è il 30 giugno 2025: per le riassegnazioni effettuate entro tale data si applica il regime previgente (quello in vigore nel 2024), mentre per quelle successive deve essere applicato il criterio del valore normale, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 10/2025. Dalla tavola rotonda con i noleggiatori è risultato che le PMI sono state le imprese meno toccate dalle novità fiscali. Il tema è invece più sentito dalle grandi flotte: nella maggior parte dei casi, sebbene l’elettrificazione stia procedendo, il motore termico conserva ancora un peso rilevante nei parchi auto aziendali. Per queste realtà si prospetta una sfida impegnativa: accettare un downgrade dei veicoli selezionabili dai dipendenti, salvaguardando la parità economica rispetto al passato, oppure sostenere un incremento di oneri, per il driver e l’azienda (o solo per quest’ultima qualora decida di farsene integralmente carico), generato proprio dalle novità fiscali.