Audi A8, alta qualità in ogni condizione

di Paolo Artemi

Di solito quando ci si accinge a provare un’ammiraglia del calibro della nuova Audi A8 si predispone un itinerario da grande viaggiatore, lungo quanto basta per testare la quantità e la qualità del comfort offerto a caro prezzo dalla casa costruttrice. Nel nostro caso potremmo aggiungere un bel po’ di percorso misto per testare i consumi dell’innovativo motore diesel ibrido e, magari, un giretto in pista che metta alla frusta i 286 cavalli che trainano quest’auto e gli fanno percorrere la classica prova da zero a 100 all’ora nel sospiro di 5,9 secondi… E invece no. Per tracciare la road map cerchiamo subito la carreggiata più scassata, nel senso delle buche, che ci sia a tiro di ruote. Ed eccola, internet non ha dubbi, è la Strada 596 dei Cairoli, alle porte di Pavia, una statale declassata a provinciale qualche tempo fa e, forse proprio per questo motivo, rimasta abbandonata come un orfano nato dalla penna di Charles Dickens. 

 

 

 

Sospensioni che stirano le buche 

Da Milano è un attimo, poco più di mezz’ora, e in effetti ci si ritrova su un asfalto degno della periferia di una megalopoli africana. Perché siamo finiti qui? Semplice: uno dei fiori all’occhiello di questa vettura sono l’avantreno a doppi quadrilateri, molla pneumatica e barra stabilizzatrice e il retrotreno multilink a cinque leve, molla pneumatica e barra stabilizzatrice. A garantire un comfort da prima della classe contribuiscono gli ammortizzatori idraulici a controllo elettronico che sono stati studiati per ridurre il caricamento in curva e il beccheggio in frenata o in accelerazione. Il risultato di questo layout è un comfort inusitato su quest’asfalto da Parigi- Dakar, una formidabile capacità di sorvolare le buche e di stirare le pieghe dell’asfalto, tanto che sembra di viaggiare su un biliardo e non su una gruviera. Il contributo di una scocca di alluminio con parti di acciaio e fibra di carbonio, poi, filtra i rumori nell’abitacolo che anche in queste particolari condizioni di marcia risulta ovattato e piacevole e fa immaginare che i lunghi viaggi possono essere percorsi tutti d’un fiato. 

 

Cura dei dettagli 

Usciti con piena soddisfazione dal percorso a ostacoli e buche è il momento di concentrarsi sulla motorizzazione ibrida. L’alleanza tra motore Diesel a combustione e circuito elettrico a 48 volt è decisamente interessante perché i consumi di gasolio sono più bassi di un motore benzina con la stessa potenza e perché alcuni tratti li abbiamo percorsi con il propulsore termico praticamente quasi spento. Durante la sosta esaminiamo con occhio attento gli interni in pelle, degni di un’ammiraglia a sei stelle, gli splendidi cerchi da 19 pollici e il Virtual cockpit che si personalizza usando i tasti e la rotellina sulla razza sinistra del volante. Altri due monitor si trovano al centro della plancia, quello in alto da 10,1 pollici quello inferiore da 8,6. A un occhio allenato non sfugge la cura profusa dall’Audi nei dettagli, compresi quelli tecnologici: se mentre viaggi dici ad alta voce che hai troppo caldo causa giornata insolitamente mite le infinite bocchette della climatizzazione ti rinfrescano in un attimo, mentre se la schiena fa i capricci basta attivare il massaggiatore incorporato nel sedile. 

 

 

Agile anche in collina 

Per la A8 non è ancora finita, dopo il terreno minato dalle buche eccone un altro che in teoria dovrebbe andarle stretto, una strada di mezza collina con curve strette e carreggiata piccola. Beh, sembra impossibile che una berlina come questa possa essere tanto agile, merito anche delle ruote posteriori sterzanti che curvano in direzione opposta rispetto a quelle anteriori fino alla velocità di 60 chilometri orari per assicurare una maneggevolezza degna di vetture assai più compatte.

Per il capitolo sicurezza c’è da restare a bocca aperta. Il mantenimento della corsia di marcia e la frenata autonoma in caso di rischio di collisione, fiori all’occhiello di tante vetture di oggi, sembrano preistoria rispetto al dispositivo che quando l’A8 è ferma non consente di aprire la portiera se “vede” arrivare un ciclista. Sulla via del ritorno, in autostrada, l’unico problema è restare entro i limiti, macchine come questa vanno a 160 e sembrano quasi ferme. Ma la domanda delle cento pistole è: «Questa A8 merita di far parte di una flotta?». Il rapporto tra qualità (immensa) e prezzo (oneroso) è comunque positivo. Sì, l’esame fleet è passato a pieni voti. Ovviamente solo se l’aspirante possessore per interposta azienda è uno che vale fino all’ultimo centesimo quello che costa in termini di benefit. 

 

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