Assogasmetano: per le bombole di metano CNG4 ricollaudo ogni quattro anni

Metano auto e ricollaudo bombole CNG4. Assogasmetano interviene su una questione che interessa da vicino tutti i “metanisti”: perché le bombole di metano CNG4 (in materiale composito e più leggere) devono essere ricollaudate ogni due anni e non ogni quattro anni come le normali bombole in acciaio?

Secondo Assogasmetano per le bombole di metano CNG4 (in materiale composito e più leggere) è prioritario tornare alla periodicità di ricollaudo ogni quattro anni, anziché ogni due anni (dopo il primo periodo di quattro), come prevede una circolare ministeriale del 2015.

La normativa internazionale di riferimento (Regolamento ECE-ONU 110) non prevede il ricollaudo ogni due anni, ma sempre intervalli di verifica di quattro anni, come per le normali bombole in acciaio. Appare quindi ingiustificato che le bombole CNG4 debbano subire un trattamento diverso e più penalizzante rispetto alle bombole in acciaio.

LA QUESTIONE DEL RICOLLAUDO

La questione del ricollaudo è recentemente tornata d’attualità grazie ad un servizio di “Striscia la notizia” che metteva in evidenza il fatto che molte officine applicano, oltre alle normali tariffe per il servizio di riqualificazione delle bombole, una quota “aggiuntiva” per coprire i costi di trasferta del funzionario della Motorizzazione Civile che, invece, sono già coperti dalla Gestione Fondo Bombole Metano. Questo comportamento scorretto che ha generato l’insoddisfazione degli utenti è stato più volte stigmatizzato da Assogasmetano e dalle altre Associazioni di categoria.

La questione delle procedure e dei costi relativi al ricollaudo delle bombole di metano è parte di un problema più ampio che riguarda la professionalità richiesta a chi opera sui veicoli alimentati con questo carburante e le modalità con cui essa viene verificata. In particolare, Assogasmetano ha individuato tre fattori critici: i criteri di qualificazione dei responsabili tecnici di officina (che dovrebbero seguire i requisiti delle norme internazionali applicabili); la scarsa professionalità di personale non qualificato nel seguire rigorosamente le procedure e le norme per effettuare la riqualificazione delle bombole (personale che spesso, per evitare responsabilità, scarta bombole che sono perfettamente idonee, con un aggravio dei costi a carico della collettività degli utenti del metano per autotrazione); i controlli delle autorità competenti presso le officine che sono praticamente assenti.

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