Assicurazioni: come contenere i rischi e i costi

di Diego Marin

aam17-Assicurazioni come contenere i rischi e i costiLimitare  la sinistrosità e tutelare chi guida rappresentano imperativi fondamentali ed obiettivi condivisibili per tutti i fleet manager. Anche perché migliorare il profilo di rischio e prevenire i sinistri significa da un lato contenere i premi e, dall’altro, non incorrere in ulteriori costi di gestione diretti e indiretti, ma anzi innescare un circolo potenzialmente assai virtuoso. Si tratta di un percorso, però, disseminato di ostacoli. Una ricetta univoca non esiste e i punti di vista nonché gli interessi dichiarati, nel triangolo rappresentato da società di noleggio, aziende con parco auto e imprese assicurative, appaiono spesso divergenti. Nel controverso rapporto tra flotte e compagnie assicurative le attività per ridurre i rischi e gli investimenti per la sicurezza dei driver possono sortire molteplici vantaggi, tra cui la riduzione dei premi: sul modo di procedere il dibattito è acceso.Ecco allora il dibattito che mira comunque a porre le basi per un rapporto più collaborativo e di comune vantaggio. “È innanzitutto necessario – sottolinea Filippo Dilaghi, insurance director di Arval – rovesciare la tradizionale prospettiva che vede gran parte delle aziende approcciare la tematica del rischio solo dal punto di vista economico. Si metta invece il driver al centro della visione strategica e di qui si inizi a costruire un modello adeguato di analisi dei rischi grazie al quale creare un percorso di prevenzione e gestione che coinvolga il management aziendale ai vari livelli”. Ossia, inutile pensare che la modifica di qualche riga nella car policy possa sortire subitanei effetti di rilievo, né tantomeno di più lungo periodo.

 

 

Obiettivo partnership win-win

Osserva Roberto Raglini, dirigente di Reale Mutua Assicurazioni: “Dalla duplice prospettiva di chi assicura sia le società di noleggio che le singole aziende, appare chiaro come la svolta consista nel passaggio da una cultura di gestione del sinistro (a posteriori) a una cultura di prevenzione e mitigazione del rischio. Da ciò scaturiscono le situazioni win-win, i cui benefici sono per tutti. Investendo sulla sicurezza, l’azienda coglie l’obiettivo del risparmio, che abbraccia anche i costi delle polizze, ma soprattutto tutela i driver”. Altro è, poi, la politica di pricing che la stragrande maggioranza delle compagnie lega tuttora alle serie storiche, secondo il classico approccio attuariale, senza invece considerare subito “a sconto” gli investimenti effettuati da chi chiede di ridurre i premi. “Questo ragionamento lo stiamo facendo – continua Raglini – ma è necessario individuare il filone più corretto. E non è da escludere che si possa dare vita a una sorta di decalogo delle buone pratiche di prevenzione con cui determinare lo scoring della rischiosità del singolo libro matricola”. Concorde su una certa ritrosia delle aziende nell’adottare politiche di riduzione dei rischi per le proprie flotte è Patrick Van Brussel, responsabile dell’area tecnica servizi di Allianz: “Vedo il mercato italiano in ritardo rispetto a Paesi come la Germania, la Francia e l’Olanda, ove la prevenzione è pratica quotidiana. E dove non accade mai che un assicuratore metta in portafoglio una nuova flotta prima di aver concluso una valutazione dei rischi recandosi presso l’azienda per una verifica diretta. aam17-Assicurazioni-come-contenere-i-rischi-e-i-costi-4Ecco allora che le quotazioni del premio in Italia si basano sulle statistiche della sinistrosità pregressa. Ma stiamo modificando l’approccio e già mettiamo a disposizione delle imprese una struttura di specialisti con un importante bagaglio di tecniche utili a massimizzare gli effetti di un piano di prevenzione”.

 

 

Flotte, incidentalità sopra misura

Di fatto, le stime sull’incidentalità delle flotte non confortano: il trend appare sì in diminuzione da un paio d’anni, ma è altrettanto vero che resta più elevata della frequenza generale del mercato di circa il 30%. “Tornare indietro, per lo meno per quanto attiene alle vetture aziendali – sottolinea Silvano Rinaldi, presidente regione Emilia Romagna di Anapa (l’associazione nazionale agenti professionisti di assicurazione) – non lo ritengo possibile. Anche per effetto del combinato che assomma il controllo degli stili di guida, le sanzioni, gli autovelox e le scatole nere alle minori percorrenze, al car sharing e ai trasporti alternativi”. Un fattore che in questo quadro recita ancora un ruolo significativo è, a detta delle compagnie, la presenza di frodi, in percentuale tuttora elevata. “Di fronte ai falsi incidenti – continua Rinaldi – la compagnia assicurativa spesso è disarmata. Ma è anche vero che si può fare di più. Quanto alla tariffazione, se la compagnia indica che gli strumenti adottati dalle flotte nell’ottica della prevenzione e della sicurezza sono propedeutici alla riduzione dei sinistri, dovrebbe dimostrare in concreto che crede a quanto dice scontando il premio a chi investe, senza attendere le controprove statistiche”. Ma la realtà appare diversa anche per i più virtuosi. Spiega Francesca Bucci, fleet manager di Henkel Italia: “Percepiamo una scarsa attenzione da parte delle società assicurative che sembrano poco propense a intervenire in questo senso. aam17-Assicurazioni come contenere i rischi e i costi 2Come nel caso delle black box, che presentano costi certi ma, in apparenza, nessun risparmio sui premi. Dato che la sicurezza dei dipendenti è per noi un must, preferiamo allora puntare su auto e sistemi che la aumentino. Scegliamo solo veicoli con il rating di 5 stelle nella classifica EuroNcap e optional quali Abs, cruise control, sensori di parcheggio, specchietti ripiegabili, fari fendinebbia, estintore, kit di pronto intervento, navigatore satellitare e sistema vivavoce”. 

 

 

Sensibilizzare per prevenire

“C’è poi l’attività di analisi della sinistrosità – continua Bucci – tramite cui avere sempre il polso della situazione e provvedere secondo necessità, come per i corsi di guida sicura. L’incidentalità produce costi diretti e indiretti di non poco conto, e l’approccio sistematico da parte dell’azienda è un imperativo, ma ancor meglio sarebbe se tale fosse anche da parte delle società di noleggio e delle compagnie assicurative, permettendo di sviluppare utili sinergie. Sembra invece che ognuno spinga in una direzione diversa”. aam17-Assicurazioni-come-contenere-i-rischi-e-i-costi-5Aggiunge Robert Satiri, responsabile dei servizi generali di Colacem: “Non si tratta, in effetti, di un rapporto a tre, tra fleet manager, assicuratore e società di noleggio, ma tra azienda e impresa di noleggio da un lato e tra quest’ultima e compagnia assicurativa dall’altro. Attivare un tavolo trilaterale con obiettivi definiti e perseguibili potrebbe portare vantaggi a tutti. Inoltre, condividere indici di sinistrosità, fissare limiti al rimborso delle multe e premi incentivanti potrebbe essere un buon inizio nel cammino verso le best practice”. E poi occorrerebbe privilegiare scelte eco-frendly in un’accezione estesa di responsabilità. “Anche questo induce comportamenti virtuosi al volante – continua Satiri. Su questo è opportuno sensibilizzare i driver, in modo che prendano coscienza dei diversi rischi indotti dai comportamenti alla guida. Il miglioramento del profilo di rischio di una flotta non deriva da una sola azione, ma da un’attività corale e ripetuta nel tempo sui vari aspetti”, che spaziano dalla selezione delle vetture all’organizzazione dei corsi di guida difensiva, dalle sessioni formative alle azioni di sensibilizzazione, dai controlli sanitari alle penali e agli incentivi, per giungere ai sistemi hi-tech e alle soluzioni telematiche. “Sono tanti i sistemi di ausilio alla guida che possono essere adottati – aggiunge Satiri – e invece di sprecare denaro su optional futili o solo decorativi è bene focalizzare l’attenzione su dotazioni che in condizioni di emergenza possono salvare la vita, nostra e degli altri”. C’è chi ha calcolato il costo legato a una gestione della flotta priva delle opportune pratiche di prevenzione e sicurezza: “Equivale – dice Valeria Evangelista, responsabile del Corporate vehicle observatory (Cvo) di Arval – a circa 460 euro annui per ciascun veicolo, quasi un tredicesimo canone di noleggio. Un costo occulto, che consideriamo un benchmark quando si ragiona di comportamenti e azioni di miglioramento nella gestione della rischiosità e della sinistrosità dei driver. Le aziende che agiscono su questo fronte si concentrano su tre categorie: dotazioni e manutenzione del veicolo, sistemi telematici, già in uso in un terzo delle grandi aziende che appartengono al campione d’indagine del Cvo, e comportamento dei driver”.

 

 

Profili di rischio e oneri collegati

“I corsi di guida sono un tema sul quale c’è ampio interesse – dice Evangelista – ma sono poche le aziende che lo traducono in pratica, rendendoli obbligatori per i propri driver. Minimizzare i rischi non serve solo nella prospettiva di una riduzione dei premi, ma anche e soprattutto a evitare oneri legati alla mancata produttività, alle assenze indotte dagli incidenti e ai costi amministrativi correlati”. “Ai fini di una efficace politica di prevenzione – le fa eco Filippo Dilaghi – la telematica e la black box possono contribuire allo scopo. Come pure gli incentivi per quanti non provocano incidenti, mentre, viceversa, possono subire una penalizzazione”. aam17-Assicurazioni come contenere i rischi e i costi 3E se nei confronti dei driver vale il metodo del bastone e della carota, nel rapporto tra azienda e noleggiatore i primi invocano trasparenza sui costi assicurativi inseriti nel canone e i secondi una reale condivisione dei rischi: “Con alcuni clienti già applichiamo la logica del profit sharing: se l’andamento dei sinistri è buono e i costi medi si riducono c’è uno storno del canone. Viceversa, al peggiorare del trend l’azienda deve condividere il rischio”. Altrimenti è facile immaginare il ritorno della società di noleggio nell’opacità del canone. Dice Gavin Eagle, direttore commerciale di LeasePlan Italia: “Da parte nostra ci impegniamo a proteggere i driver e al tempo stesso aiutiamo l’azienda cliente a contenere i costi extra legati alla poca prevenzione, dalla selezione delle vetture e degli optional alla telematica: grazie a un accordo con Octo Telematics abbiamo già oltre 15mila vetture dotate di clear box”. Obiettivo, insieme alla mobilità sicura, la riduzione dei costi operativi. “Certo non si può chiedere alle aziende – sostiene Van Brussel – di spendere senza tornaconto. Ma la prevenzione si può fare anche investendo unicamente del tempo, rivedendo per esempio le regole di assunzione dei conducenti o piuttosto analizzando sistematicamente i dati disponibili su veicoli e driver per poi attivare gli opportuni interventi correttivi”. “Da un punto di vista pratico – conclude Silvano Rinaldi – per contenere i costi assicurativi, oltre alla formazione, educazione dei driver, accurata manutenzione dei mezzi, installazione di tecnologia sui medesimi, sarebbe necessario accorciare la filiera distributiva ed amministrativa della gestione assicurativa e a tal proposito  il fleet manager dovrebbe conoscere maggiormente il reale peso del costo assicurativo sul canone di noleggio”.