Barometro Arval delle flotte 2020: flotte giovani, flessibili, verdi e connesse

Si rinnova anche nel 2020 l’appuntamento annuale con la presentazione del Barometro Arval delle flotte aziendali. Il campione di indagine vede un totale di 4.794 interviste a livello europeo (realizzate a inizio 2020, nel periodo pre-Covid) e di 806 fuori dall’Europa. In Italia sono state realizzate 300 interviste.

Sono quattro gli aspetti principali analizzati nel Barometro e sintetizzati nella presentazione da Sonia Angelelli, Head of Consulting & Arval Mobility Observatory Italia, e da Tomaso Aguzzi, Sales Director di Arval italia. In particolare si tratta di: età/dimensioni delle flotte, richieste di flessibilità, flotte green e veicoli connessi.

 IL MERCATO OGGI E DOMANI

La dimensione delle flotte italiane si presenta minore rispetto a quella europea con una media di 71 mezzi verso i 107 rilevati in Europa. Si tratta in entrambi i casi di flotte giovani (5.6 anni in Italia, 5.4 anni in Europa) i cui tassi di rinnovo aumentano all’aumentare della dimensione aziendale. Superiore rispetto all’Europa la presenza di veicoli e di LCV in flotta:

9 aziende su 10 hanno almeno un veicolo contro 8.8 in Europa,

– l’83% delle aziende italiane dichiara di avere almeno un LCV, contro il 76% a livello europeo.

Si conferma in Italia il quadro caratterizzato da imprese mediamente più piccole che giocano un ruolo preponderante per l’economia italiana, le cui flotte sono sì più contenute rispetto a quelle europee ma ugualmente giovani, in cui la presenza di vetture e di LCV è strategica per lo svolgimento dell’attività di impresa: nel primo caso come strumento di ritenzione per i driver e nel secondo come importante mezzo di distribuzione su tutto il territorio nazionale.

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LA FLESSIBILITÀ, UN ELEMENTO CHIAVE

Oggi le aziende sono sempre più alla ricerca di flessibilità. In primis con forme di finanziamento alternative all’acquisto: nel 56% dei casi sono passate dalla proprietà al possesso. Si conferma così un trend positivo rilevato gli scorsi anni ma soprattutto in linea con il resto d’Europa, che da sempre si dimostra un mercato più sviluppato da questo punto di vista.

Nel futuro il NLT è destinato a consolidare la sua posizione considerato che più della metà delle aziende (59%) guarda a questo metodo di finanziamento per le proprie flotte. In secondo luogo con forme di mobilità alternativa: il 64% delle aziende interpellate ne ha implementata almeno una. La preferenza è accordata per il 56% al Mid Term, che soddisfa le esigenze di tutte le aziende intervistate.

Anche guardando al futuro il Mid Term sembra essere la soluzione ideale per sostituire parte o tutta la flotta aziendale. Per le aziende con più di 100 dipendenti, inoltre, una soluzione ideale è il Corporate Car Sharing: mezzi aziendali in flotta, a disposizione di chi si deve muovere per lavoro o privatamente, che attraverso soluzioni tecnologiche offrono agli utenti un’elevata facilità di utilizzo, alle società la possibilità di ottimizzare i costi riducendone il TCO complessivo e al contempo garantendo flessibilità. In questo contesto assume un ruolo sempre più importante la figura del Mobility Manager, una azienda su due dichiara di aver inserito questa figura professionale nel suo organico.

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LE FLOTTE GREEN NEI PROGETTI DI CSR

La responsabilità sociale d’impresa, CSR, è un tema sentito da molte aziende. Avere flotte green è quello a cui aspirano le aziende di tutte le dimensioni, dimostrato dai dati in forte crescita.

Sono molte le azioni che le aziende attuano o intendono attuare: dall’inserimento di policy dedicate alla mobilità (50% in media), al coinvolgimento dei driver attraverso piani di formazione e sensibilizzazione (64%). Con ibrido e elettrico, poi, si cerca il corretto mix di alimentazioni nella flotta. Il Bilancio sociale diventa infine la naturale espressione di questo percorso sostenibile.

L’attenzione delle aziende italiane alla sostenibilità è sintomo di un processo culturale in atto, influenzato dall’affermarsi di politiche di CSR, dall’attenzione all’ambiente, ma anche dalle limitazioni alle ZTL e da normative comunitarie sempre più stringenti. Il risultato è che l’Italia sta progressivamente diminuendo il gap rilevato precedentemente nei confronti dell’Europa.

LA CONNESSIONE, LA MARCIA IN PIÙ

La telematica è sempre più diffusa in Italia, è infatti un elemento fondamentale per gestire efficacemente la flotta e per aumentare la sicurezza di mezzi e driver. Le tecnologie di connessione telematiche diventano quindi volano di un processo virtuoso capace di ridurre i costi di gestione attraverso efficienza nei percorsi, riduzione dei costi di carburante, riduzione dell’inquinamento e aumento della produttività.

Gli strumenti telematici offrono inoltre ai driver un’esperienza digitale che, attraverso l’utilizzo di app consente loro di monitorare il proprio stile di guida in maniera indipendente e autonoma. Anche in questo caso si innesca un meccanismo virtuoso che attraverso una maggiore responsabilizzazione porta a un miglioramento continuo. Gli ADAS rappresentano il preludio della guida autonoma e sono ben conosciuti dai fleet manager, sono considerati requisiti fondamentali dei mezzi (73%) anche se questo dovesse comportare un aumento dei costi (72%), utili per garantire una guida più rilassata (68%) e per gestire situazioni di emergenza (58%).

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