Arriva Leon e-HYBRID, l’ibrido secondo Seat

Leon fa enormi passi in avanti in termini di connettività, dinamismo e sicurezza, ed efficienza. L’ultima generazione della vettura integra un sistema ibrido plug-in e diviene così il primo modello ibrido plug-in del marchio.

Elettrica o non elettrica? Ai dubbi amletici dei fleet manager moderni Seat risponde indicando una terza via, e cioè quella dell’ibrido plug-in. Un ibrido alla spina, quindi, che può viaggiare anche in modalità esclusivamente elettrica. Prima uscita della casa spagnola del Gruppo VW dotata di questa tecnologia è la Leon e-HYBRID, già disponibile in concessionaria sia in versione hatchback che Sportstourer.

Abbiamo provato su strada la versione Sportstourer, che delle due è quella con il maggior spazio a disposizione ed è per questo la più adatta a entrare nelle car list aziendali. Il motore è un 1.4 TSI, che, insieme a un propulsore elettrico, offre una potenza combinata di 204 CV (150 kW) e una coppia di 350 Nm. Con una batteria agli ioni di litio da 12,8 kWh, Seat Leon e-HYBRID è in grado di viaggiare fino a 64 km (72 km nel ciclo NEDC) in modalità completamente elettrica. La tecnologia ibrida plug-in permette a Leon di ridurre le emissioni di CO2 che, sulla base del ciclo WLTP, si attestano tra 25 e 30 g/km.

VIVACE ALLA GUIDA

Su strada lo spunto è molto interessante, rende quest’auto viva e reattiva ai comandi del driver sia in modalità completamente elettrica sia quando si sceglie la modalità ibrida e al propulsore elettrico si affianca anche quello tradizionale. In modalità elettrica all’interno dell’abitacolo non si percepisce alcun rumore, ad eccezione di quello che proviene dal rotolamento degli pneumatici.

La spiccata silenziosità, però, è un pregio di questa vettura anche quando si attiva il motore a combustione. L’impressione a bordo è quella di essere circondati dalla tecnologia: lo schermo centrale da cui si controllano le modalità di guida è bene in vista e semplice e intuitivo da usare.

IL RUOLO IN FLOTTA

Insomma si tratta di un’auto che può trovare un ruolo in una flotta, grazie alla sua versatilità e all’ampia dotazione tecnologica. Si presta per elezione ad essere l’auto dei commuter: lo stesso Pierantonio Vianello, direttore della divisione Seat Italia, ha dichiarato nel corso della presentazione alla stampa di averla utilizzata per un periodo proprio per il tragitto casa-lavoro, traendone grandi soddisfazioni e addirittura, essendo piuttosto vicino al luogo di lavoro, potendo sfruttare appieno la modalità elettrica senza quasi mai dover ricorrere al motore a combustione.

Non si fa fatica a crederci: anche durante la nostra prova sulla tangenziale di Bologna e nelle vie che circondano il centro cittadino, quest’auto si è fatta guidare con piacere e ha attirato la curiosità dei passanti e dei colleghi automobilisti.

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STRUMENTI PER LA RICARICA

L’ingresso di Seat nel mondo del Plug-in hybrid dà modo alla casa spagnola di lanciare anche una serie di servizi dedicati alle auto elettriche, ed in particolare l’installazione di colonnine di ricarica personalizzate che sono disponibili con diversi gradi di connettività.

Si parte con l’opzione Seat Charger, una soluzione che consente di ricaricare la vettura velocemente e all’insegna del comfort. Seat Charger Connect aggiunge la possibilità di controllare il processo di ricarica tramite l’app Charging e la compatibilità WLAN/LAN. L’ultima opzione a disposizione è Seat Charger Pro, che offre la comunicazione 4G e informazioni aggiuntive sulle sessioni di ricarica e sui consumi.

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