App e nuove tecnologie che salvano la vita

di Luciano Bononi

L’obiettivo di azzerare l’incidentalità e la mortalità stradale si può raggiungere anche con il contributo di app dedicate alla sicurezza stradale. Così lo smartphone può diventare un elemento di sicurezza anziché essere una distrazione per chi guida.

Il mondo delle App per smartphone è croce e delizia della mobilità. Un recente studio di Zendrive, analizzando 160 miliardi di miglia percorse alla guida da parte di utenti della strada, ha mostrato che l’uso dello smartphone (da parte di conducenti “phone addicted”) durante la guida è oggi una causa di incidenti superiore perfino all’abuso di alcool. I conducenti arrivano a perdere di vista la strada fino al 28% del tempo trascorso alla guida, rallentando, frenando e invadendo corsie, e generando una mole di rischi per tutti gli utenti della strada (solo negli Stati Uniti, nel 2018 oltre 6.000 pedoni sono stati investiti a causa della distrazione da uso di app alla guida).

D’altra parte, esistono anche le app “buone”, che, installate nello smartphone o all’interno del veicolo (ad esempio, grazie alla piattaforma Android Auto e al sistema operativo Android Automotive OS), offrono da tempo una serie di funzioni che contribuiscono a ridurre i rischi per la sicurezza di conducenti e utenti della mobilità. Inoltre, tali app hanno un notevole potenziale di mercato in termini di servizi e nuove possibilità (ad esempio, integrandosi al potenziale di riduzione dei costi di mobilità e assicurazione).

RIDURRE IL TEMPO ALLA GUIDA

Un primo esempio, sono le app di route monitoring e route planning, che aiutano a ridurre la congestione e i tempi trascorsi nel traffico e supportano il conducente nel determinare il percorso stradale migliore, inteso come quello che conduce a destinazione nel tempo e col rischio minimo (piuttosto che distanza minima). Ovviamente ciò si determina considerando le condizioni del traffico in tempo reale (evitando le code), le condizioni atmosferiche e del manto stradale (evitando le tratte a rischio di condizioni avverse).

Tali condizioni sono monitorate dalle app stesse (rendendo ogni veicolo un sensore di mobilità del traffico) o integrando i tradizionali servizi di informazioni sul traffico. Indirettamente, la riduzione della congestione e del tempo trascorso sulla strada conduce a riduzione di incidenti legati alle avverse condizioni del traffico, alla stanchezza, alla fretta, ecc. Alcuni esempi di App gratuite di questo tipo sono Waze, Google Maps, insieme ad altri route planner avanzati e a pagamento.

MONITORAGGIO IN TEMPO DIRETTO

Su altri fronti, i produttori di veicoli e componenti hanno sviluppato App per veicoli e flotte, che si integrano al veicolo e forniscono monitoraggio in tempo reale sui livelli di sicurezza del veicolo (usura di componenti, necessità di riparazioni, livelli di efficienza). Inoltre, esistono App innovative che possono monitorare le condizioni del conducente, utilizzando i sensori dello smartphone, la telecamera o altri dispositivi speciali, svelando sintomi di stanchezza, distrazione, stress, rabbia, uso di alcool o droghe, comportamenti non appropriati (come la guida senza cinture, il superamento dei limiti di velocità, l’uso di dispositivi non consentiti mentre si è alla guida) e in tali casi possono mandare avvisi, disabilitare le funzioni dello smartphone mentre il veicolo è in movimento e in teoria potrebbero addirittura arrivare ad arrestare il veicolo.

Infine, sono da tempo presenti e integrate nei veicoli app e servizi in grado di rilevare incidenti e chiamare i soccorsi fornendo posizione, gravità dell’impatto e altre informazioni, anche in caso di incoscienza del conducente coinvolto.

UN INTERO SISTEMA DI MOBILITÀ

Nell’ambito della sicurezza dei ciclisti e pedoni, sono state studiate app in grado di ridurre i rischi per coloro che invadano la sede stradale, ad esempio, notificando ai veicoli la presenza di pedoni o ciclisti in attraversamento della sede stradale o agli incroci. Tali informazioni sono tratte da sensori o telecamere e richiedono investimenti in infrastrutture dedicate. Tuttavia, sono allo studio usi innovativi di App che integrate alle funzioni delle strade intelligenti (smart roads) e città intelligenti (smart cities) possono arrivare a risultati analoghi senza rilevanti investimenti in infrastrutture dedicate. Infatti, gli smartphone attualmente nella disponibilità di quasi tutti gli utenti della strada possono già riconoscere il tipo di mobilità (es. auto, bicicletta, pedonale) e il percorso effettuato (incluse le potenziali destinazioni) grazie ai sensori integrati (accelerometro, giroscopio, GPS, ecc.) e agli strumenti software di monitoraggio e previsione basati su intelligenza artificiale. Di conseguenza, l’intero sistema di mobilità può essere descritto da un Big Data nel quale ogni singolo utente ed elemento della mobilità può essere analizzato e preventivamente predisposto alle migliori condizioni di sicurezza lungo il tragitto.

Sono stati dimostrati sistemi di trasporto intelligenti in grado di notificare la presenza di ostacoli ed evitare i rischi in modo molto simile a un radar e ai moderni sistemi di guida autonoma. In sintesi, una specie di App oracolo in grado di avvisare preventivamente il conducente e il pedone sui rischi di incidente. Ciò consente al conducente di ridurre le conseguenze della distrazione e di evitare molte delle cause di incidente dovute a comportamenti errati.

In conclusione, l’obiettivo Europeo di azzerare il numero di decessi per la mobilità entro il 2050 “zero fatalities by 2050” e il numero di feriti gravi al 50% entro il 2030, è nel pieno dell’attività di ricerca e sviluppo, anche passando attraverso le app, come dimostra l’elevatissimo numero di progetti in corso elencato nel portale europeo Mobility and Transport – Road Safety. Di conseguenza, i livelli di sicurezza della mobilità stanno aumentando costantemente anche in Italia, dove pur rimanendo a livelli superiori della media EU28 (55 contro 49 decessi per milione di abitanti all’anno nel 2018) si è ottenuta una riduzione del 20% da 70 a 55 decessi per milione di utenti all’anno negli ultimi 10 anni.