Apertura in rosso per il mercato dell’auto: gennaio -5,9%

Quadro congiunturale e penalizzazione dell’auto aziendale frenano la domanda.

Partenza lenta per il mercato automobilistico italiano. In gennaio sono state immatricolate 155.528 autovetture con un calo del 5,9% rispetto alle 165.271 del 2019. In gennaio vi è stato tuttavia un giorno lavorato in meno rispetto al gennaio 2019 che, in termini di immatricolazioni, vale circa il 4,5% ed inoltre il risultato del mese scorso ha risentito di qualche forzatura fatta a dicembre da alcune case per smaltire stock di vetture che non sarebbe stato possibile vendere a partire da gennaio per la normativa europea anti-inquinamento. Al netto di questi effetti il risultato del primo mese del 2020 può ritenersi sostanzialmente sugli stessi livelli del gennaio 2019.

Dall’inchiesta congiunturale condotta a fine gennaio dal Centro Studi Promotor emerge un lieve peggioramento nei livelli di acquisizione di ordini a cui si associa però un altrettanto lieve incremento nei livelli di visitatori nelle show room che potrebbe avere un effetto moderatamente positivo sui dati di febbraio. Per quanto riguarda le attese per i prossimi tre-quattro mesi il 60% degli operatori interpellati si attende un mercato stabile o in aumento, mentre il 40% è pessimista.

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“In sintesi – secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – il mercato dell’auto inizia il 2020 senza infamia e senza lode, ma dovrà fare i conti con un quadro economico che è bruscamente peggiorato nell’ultimo trimestre del 2019 e con un atteggiamento del Governo che non è certo favorevole all’auto”.

Come è noto, il prodotto interno lordo ha fatto registrare un calo dello 0,3% interrompendo la serie di modestissime crescite che aveva seguito i due cali consecutivi del secondo e terzo trimestre 2018. Il calo di fine 2019 getta un’ombra pesante sulle speranze di ripresa dell’economia italiana nel 2020 e, d’altra parte, trova conferma sia nella persistente debolezza dell’attività produttiva che nell’indicatore anticipatore del ciclo economico dell’Istat che “mantiene un profilo negativo suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli produttivi”.

A ciò si aggiunge che le recenti decisioni del Governo non stanno certo sostenendo la domanda di autovetture in un settore come quello dell’auto aziendale (noleggio + acquisti da parte di società) che ormai vale quasi il 50% del mercato e in cui la propensione all’acquisto di autoveicoli è stata fortemente penalizzata dalla vicenda della tassazione dell’auto in benefit nella Finanziaria e dal caos che si è creato per il pagamento del bollo. Tra l’altro, il 2020 dovrebbe essere l’anno in cui comincerà ad affermarsi l’auto elettrica anche in Italia.

“Le case automobilistiche – si legge in una nota del CSP – hanno fatto uno sforzo notevolissimo su questo terreno ed hanno presentato o stanno presentando moltissime novità di grande interesse, ma nel nostro Paese nel 2019, nonostante fossero in vigore incentivi specifici, la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni si è fermata allo 0,5% e ciò anche perché gli incentivi in vigore (e che saranno in vigore anche nel 2020) non hanno certo destato un grande interesse dato che lo stanziamento, peraltro modesto, messo a disposizione non è stato neppure utilizzato integralmente. E dunque se vuole davvero sostenere l’auto elettrica ci vuole ben altro”.