Aniasa: il noleggio cresce, nonostante la crisi

L’auto resta il mezzo il trasporto più usato in Italia, ma il parco circolante del nostro Paese continua ad invecchiare. Lo certifica la ventunesima edizione del Rapporto Aniasa, che si focalizza sul comparto del noleggio, sulla mobilità elettrica e sull’andamento del car sharing

Anche nel 2022 l’auto continua a essere amata dagli italiani. Ma tra la passione per le quattro ruote e il Paese si mettono in mezzo fattori d’intralcio da non sottovalutare. Lo certifica la ricerca “La mobilità che non cambia – Un’Italia a due velocità, tra chi abbraccia il nuovo… e chi non può ancora permetterselo”, condotta da Aniasa, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità e dalla società di consulenza strategica Bain & Company. Dallo studio emerge il ruolo da protagonista dell’auto, che anche quest’anno risulta il mezzo di trasporto usato più spesso in Italia (con quota di utilizzo in crescita dal 69% del 2020 al 73% del 2021), con un aumento rispetto agli scorsi anni anche degli utenti propensi a utilizzare il car sharing. Allo stesso tempo, dalla ventunesima edizione del Rapporto Aniasa, arrivano notizie poco rassicuranti: il parco circolante – già uno dei più vetusti d’Europa – continua a invecchiare e si avverte sempre di più un divario tra Nord e Sud. Superato un biennio decisamente difficile, adesso il settore può godersi il rafforzato ruolo di interprete principale della mobilità italiana, ma vive con preoccupazione e amarezza la sofferenza del noleggio e le difficoltà della diffusione della mobilità elettrica, che arriva a stento e non in modo uniforme sul territorio nazionale.

IL DIVARIO TERRITORIALE SULL’ELETTRICO

In Italia la diffusione delle autovetture elettriche, infatti, continua ma quasi esclusivamente nelle grandi città del Nord e nelle flotte aziendali. La ricerca parla infatti di “divario di mobilità” per raccontare la differenza tra chi può permettersi le nuove motorizzazioni e chi invece non può farlo. Nel 2021 le auto elettriche al 100% (BEV) hanno aumentato la propria quota, ma restano ancora concentrate nelle grandi città settentrionali. Dal rapporto risulta sempre più evidente la correlazione tra reddito pro-capite regionale e penetrazione di BEV, un segmento tutto sommato ancora poco rilevante nel mercato automobilistico, con un peso di circa il 4% sul totale del 2021.

UN 2022 IN LEGGERA RIPRESA

In generale, per noleggio e sharing, il 2021 è andato leggermente meglio del drammatico 2020, mentre nel 2022, a guardare nel dettaglio le indicazioni del rapporto Aniasa riferite al primo trimestre dell’anno, il noleggio a breve termine fa registrare “una leggera ripresa” al confronto con lo scorso anno. Rispetto al periodo pre-pandemia restano però negativi tutti gli indicatori: -4% di fatturato, -22% di noleggi e -2% di giorni di noleggio. Ma le principali preoccupazioni riguardano soprattutto le immatricolazioni (-70%), specchio della crisi produttiva in atto ormai da anni nel settore automotive. Si segnala inoltre che il giro d’affari del noleggio a lungo termine è cresciuto del 9% nel primo trimestre 2022 sul 2021. Nello stesso periodo il car sharing ha registrato un’incoraggiante crescita dei noleggi (+50%). Alle note problematiche degli ultimi anni (pandemia, crisi dei microchip), quest’anno si è aggiunto il conflitto in Ucraina a rallentare la mobilità a noleggio e in sharing. Un rallentamento che si è tradotto in un calo delle immatricolazioni complessive, passate dalle 482 mila del 2019 (tra auto e veicoli commerciali) alle 376 mila nel 2021. Nonostante le difficoltà, non si può certo parlare di vera e propria crisi per il settore del noleggio, capace in ogni caso di generare lo scorso anno un fatturato di oltre 12 miliardi di euro, forte di una flotta di oltre un milione di veicoli e interprete della funzione trainante per la transizione ecologica in Italia (il 47% delle vetture ibride plug-in e il 30% delle elettriche sono immatricolato nel settore del noleggio).

NOLEGGI “BREVI” DIMEZZATI DALLA PANDEMIA

A soffrire maggiormente è il noleggio a breve termine, a causa della drastica contrazione degli spostamenti interni ma soprattutto per turismo internazionale. Rispetto al 2020 il settore è riuscito a sollevarsi durante la stagione estiva 2021, grazie alla clientela quasi esclusivamente italiana, ma ha pagato un notevole calo al confronto con il 2019: -51% d noleggi e flotta, giorni di noleggio e giro d’affari complessivo ridotti di un terzo. Senza contare i problemi derivanti dalla crisi dei semiconduttori, che ha reso (e continua a rendere) molto complicato l’approvvigionamento di vetture nei periodi di maggiore domanda. A questo proposito, non deve stupire l’allarme lanciato proprio da Aniasa qualche mese fa in vista delle vacanze di Pasqua. Crisi dei chip e assenza di prodotto hanno ridotto “in modo sensibile il numero di vetture disponibili in flotta per gli operatori dell’autonoleggio”, ha avvertito l’associazione nei mesi scorsi. Il timore è che anche per quest’estate i turisti potrebbero faticare a trovare autovetture disponibili per il noleggio.

LA CRISI DEL CAR SHARING

Se il noleggio a breve termine sta lentamente tornando a crescere, lo stesso non si può dire per il car sharing. In questo caso, la forte riduzione della mobilità cittadina e il ricorso sempre più strutturare al telelavoro nel 2021 hanno penalizzato il car sharing, che ha fatto registrare un calo del 57% dei noleggi rispetto al 2021 (da 13 a 5,5 mln), con una flotta ridimensionata ad appena 6.200 vetture (erano quasi 8 mila nel 2019). Grazie alla costante espansione nel canale privati, il noleggio a lungo termine può invece sorridere, forte di un giro d’affari consolidato e un fatturato complessivo di quasi 8,8 miliardi di euro (+12% sul 2020). Nel 2021 ha continuato a crescere anche la flotta (+5%), arrivando per la prima volta sopra quota un milione di veicoli.