Ancora lontani i livelli antecrisi

di Gian Primo Quagliano

In un contesto mondiale meno dinamico l’economia italiana si conferma in rallentamento, anche se occorre precisare che siamo di fronte soltanto ad una diminuzione del tasso di crescita che si mantiene comunque positivo. Il Pil nel primo trimestre 2018 è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente, ma il primo dato di particolare significato su aprile, quello sulla produzione industriale, è negativo e getta così un’ombra sulle prospettive del secondo trimestre, che potrebbe far registrare una crescita contenuta nello 0,2%.

L’Istat, nella sua ultima nota mensile sulla congiuntura, avanza preoccupazioni sulle prospettive affermando che ”prosegue la flessione dell’indicatore anticipatore, suggerendo per i prossimi mesi una fase di rallentamento dei cicli produttivi”. Il quadro occupazionale mostra in giugno lievi segnali di miglioramento, ma non è certo soddisfacente. La dinamica dei prezzi al consumo su base annua è intorno all’1,4%, il commercio estero si conferma moderatamente positivo e con una bilancia commerciale comunque in forte attivo. La fiducia di operatori e imprese ha avuto un andamento altalenante nel primo semestre ma in giugno entrambi gli indicatori sono in crescita riflettendo forse, con la nascita del nuovo Governo, l’attenuarsi delle preoccupazioni legate alle incertezze politiche. 

 

 

 

Prezzi 

I prezzi al consumo per l’intera collettività in giugno fanno registrare una crescita rispetto allo stesso mese del 2017 dell’1,4%. L’inflazione è dunque in accelerazione soprattutto per effetto degli incrementi dei prezzi dei prodotti energetici, compresi i carburanti auto, ma anche dei beni alimentari e dei servizi relativi ai trasporti. Siamo comunque ancora lontani dal livello ottimale di inflazione che le autorità di Bruxelles indicano nel 2%. Più sensibile è la crescita dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali. L’ultimo dato disponibile, relativo a maggio, mette in evidenza un incremento del 2,7% sullo stesso mese del 2017.

 

Disoccupazione

La disoccupazione si conferma in calo. Il tasso di disoccupazione è comunque ancora alto. L’ultimo dato, relativo a maggio, lo quantifica nel 10,7%. In calo anche se su livelli elevatissimi (31,9% in maggio) è il tasso di disoccupazione giovanile. 

 

Fiducia

Dopo un andamento contrastato nei primi mesi dell’anno, la fiducia chiude il primo semestre con un giugno positivo sia per gli operatori che per imprese. In particolare, vi è più fiducia tra la gente che tra gli operatori economici che hanno una miglior percezione delle prospettive.