Anche per le flotte arriva la “nuova normalità”

di Giovanni Tortorici

La fine dello stato di emergenza in cui abbiamo vissuto negli ultimi due anni porta rischi e opportunità per i fleet manager, che sono chiamati a decisioni importanti

Si parla sempre più insistentemente di “nuova normalità”. Affacciatasi sulla scena prima timidamente, poi con intensità sempre crescente, è ormai citata da giornalisti, politici, intellettuali. Ma cosa è la “nuova normalità”? In realtà prima di rispondere a questa domanda andrebbe posta una questione di stampo metodologico: l’assunto di partenza di questa normalità rigenerata, è una specie di frattura che avrebbe determinato un “prima” ed un “dopo” la pandemia. Per tutti i fleet manager l’avvento della nuova normalità comporterà un processo graduale di adeguamento alle nuove tendenze che stanno caratterizzando il settore della mobilità. Poiché ogni flotta si trova a un punto diverso del suo recupero e delle sue operazioni, sapere come navigare in una “nuova normalità” nel mondo post Covid-19 comporta sfide e opportunità uniche. Per capire meglio come potrebbe essere lo scenario post pandemico per la gestione della flotta, possiamo identificare alcuni comportamenti emersi dai dati attualmente disponibili.

MIGLIORAMENTO OPERATIVO

Non è una sorpresa che il Covid-19 abbia costretto i fleet manager ad indagare più a fondo su come operano i veicoli nella “nuova normalità” rispetto ai tempi pre- Covid. Sia che lo scopo alla base sia quello di aiutare le flotte a scalare per cogliere nuove opportunità di business o di tirarsi indietro per compensare le interruzioni nelle catene della domanda e dell’offerta, la pandemia ha avuto un grande impatto su come vengono gestite e regolate le operazioni di una flotta. Un aspetto importante è che, indipendentemente dalle circostanze, esistono nuove opportunità per imparare a guadagnarsi maggiore fiducia ed accrescere la propria reputazione aziendale lavorando per fare di più per i propri driver. Solo perché le cose sono state fatte in un certo modo in passato, non significa che sia il modo migilore per farle domani o anche oggi. Difatti, questo è il momento migliore per reinventare e ottimizzare gli sforzi per ottenere il massimo rendimento. I driver reagiranno e rimarranno fiduciosi anche in base a come i fleet manager li sapranno gestire in tempi difficili. Questa è l’opportunità che il Covid offre.

RIDUZIONE DEI COSTI

La capacità di prendere decisioni informate su trend e dati è un’altra funzione chiave emersa dalla pandemia per la gestione ottimizzata di una flotta. Per aiutare a ridurre i costi, i fleet manager devono essere ancor più strategici nella modalità di utilizzo di asset e veicoli: ora più che mai, il percorso chilometrico di una flotta è importante per mantenerla solida il più a lungo possibile. È importante visualizzare la distanza media di un veicolo per orientare il parco auto in modo adeguato. Ad esempio, assegnare in modo strategico i mezzi in base all’uso può aumentarne la durata. Quando i veicoli sono in strada, si consumano in base al solo utilizzo quotidiano. Assicurarsi che i veicoli della flotta invecchino in modo uniforme e che si consumino in modo uniforme nelle attività quotidiane, aiuterà a spendere risorse finanziarie adeguate per la manutenzione preventiva rispetto ai costi di riparazione, il che produce risparmio a lungo termine. Anche le tendenze di inattività sono molto importanti da monitorare. Ogni ora di inattività può equivalere a circa quattro litri di carburante. Non solo l’inattività costa, ma, oltretutto, se ben gestita può lasciare un’impronta ecologica utile all’ambiente. Per questo è importante comprendere i tempi di utilizzo del motore al minimo ed i trend in termini di effetti sulla flotta.

ELETTRIFICAZIONE

Come accennato, molti fleet manager stanno anche scoprendo che hanno bisogno di aggiungere veicoli alla loro flotta per sostenere la domanda. Una tendenza chiave emersa dall’inizio della pandemia di Covid-19 è la necessità di soluzioni più sostenibili. Questa è una grande opportunità per iniziare a pensare all’aggiunta di veicoli elettrici (EV) nelle flotte o anche alla sostituzione degli attuali veicoli con motore a combustione interna (ICE). Anche se molti credono che i veicoli elettrici siano troppo costosi inizialmente, i costi a lungo termine possono spesso essere inferiori rispetto alle loro controparti di veicoli ICE: fondamentale capirne la giusta destinazione d’uso, perché non esiste la soluzione universale, ma quella che meglio si adatta alle proprie esigenze di mobilità. Nel complesso, i dati e la telematica saranno la chiave per capire e apportare cambiamenti di una flotta. Utilizzando i dati dei veicoli, è possibile prendere decisioni che favoriranno il successo dopo la pandemia.