Anche il pneumatico vuole la sua etichetta

di Andrea Perugia

 Anche sui pneumatici, come peraltro già accade per altri prodotti presenti sul mercato, verranno applicate delle etichette che in maniera immediata consentiranno al consumatore di capire quali sono le caratteristiche del prodotto. L’obiettivo è duplice, regolamentare e stabilire gli standard di qualità del prodotto e, in seconda istanza, fornire al consumatore gli indicatori su alcune peculiarità del pneumatico, soprattutto in termini di efficienza energetica e impatto ambientale. Il tutto in ottemperanza con la normativa voluta dall’Unione Europea, che prevede l’entrata in vigore di questo obbligo nel novembre del 2012 per tutti i pneumatici che sono stati prodotti a partire dal 1° luglio dello stesso anno.
La nuova normativa, nella prima fase, si applicherà esclusivamente ai pneumatici per autovetture, per veicoli commerciali leggeri e per veicoli commerciali pesanti. Ci sono invece alcune categorie che, per il momento, sono escluse dalla normativa; più precisamente: pneumatici ricostruiti, pneumatici da fuori strada professionali, pneumatici da corsa, pneumatici chiodati, pneumatici di scorta a uso temporaneo, pneumatici progettati per essere montati su veicoli immatricolati per la prima volta anteriormente al 1° ottobre 1990, pneumatici di categorie di velocità inferiori a 80 km/h, pneumatici il cui diametro nominale non superi 254 mm oppure sia pari o superiore a 635 mm. Tre sono di fatto i parametri che vengono presi in considerazione dall’etichetta: il primo riguarda la resistenza al rotolamento, il secondo l’aderenza sul bagnato e il terzo il livello di rumorosità esterna. Sintetizzando ulteriormente possiamo dire che il primo parametro fa riferimento al risparmio di carburante, il secondo alla sicurezza e il terzo al minor impatto ambientale. Vediamo ora di analizzare più in profondità i tre parametri e di capire meglio come viene letta l’etichetta.

È pronta e arriverà nel 2012 la nuova etichetta che classificherà e darà una “pagella” ai pneumatici, per dare al consumatore informazioni importanti sul risparmio del carburante, sulla sicurezza e sull’impatto ambientale. E i costruttori sono pronti a raccogliere la sfida.Consumo di carburante
La resistenza al rotolamento è una forza che agisce in direzione contraria al senso di marcia quando il pneumatico sta rotolando. A causa del carico del veicolo, il pneumatico si deforma nell’area di contatto con la superficie della strada e dissipa energia sotto forma di calore. Maggiori sono le deformazioni, più alta è la resistenza al rotolamento e, di conseguenza, maggiori sono il consumo di carburante e le emissioni di CO2. Nell’etichetta del regolamento UE sui pneumatici, la resistenza al rotolamento è suddivisa in classi su una scala da A (bassa resistenza al rotolamento) a G (alta resistenza al rotolamento).

L’aderenza sul bagnato
L’aderenza sul bagnato è una delle più importanti caratteristiche di sicurezza attiva di un pneumatico. Un’eccellente aderenza sul bagnato riduce lo spazio di frenata quando si guida con la pioggia. Anche altri parametri importanti sono rilevanti per la sicurezza, ma l’aderenza sul bagnato è stata scelta come la situazione maggiormente rappresentativa per il confronto tra pneumatici differenti.

Rumorosità esterna
Il rumore del traffico è determinato da vari fattori, come ad esempio dal tipo di veicolo, dallo stile di guida e dall’interazione tra il pneumatico e la strada. Il valore indicato sull’etichetta non è riferito alla rumorosità interna che verrà percepita dal conducente durante la guida, ma alla rumorosità esterna del pneumatico, rumorosità che contribuisce in maniera sensibile all’inquinamento acustico.

L’opinione dei costruttori
Dopo aver preso in esame la normativa nel suo complesso, analizzando i tre parametri che verranno introdotti, abbiamo voluto sentire l’opinione dei costruttori per capire, a livello generale, come è stato accolto il nuovo provvedimento e quali effetti potrà avere sul mercato. “Certamente quest’etichetta – precisa Marco Vellone, after sales director di Continental Italia – nasce dalla volontà dell’Unione Europea di introdurre un sistema di informazione trasparente per il consumatore su tre parametri molto importanti. Apparentemente ci potrebbe essere un parziale conflitto tra il primo parametro e il secondo perché nel momento in cui si cerca di ottimizzare la resistenza al rotolamento si può finire per perdere in aderenza. Il terzo parametro, da un punto di vista comunicativo, rischia di essere un tantino fuorviante per il consumatore perché il livello di rumorosità esterno è molto diverso da quello che percepisce chi guida”. “Come Gruppo – precisa Elena Versari, direttore marketing vettura e moto Goodyear e Dunlop – abbiamo accolto veramente con favore l’introduzione di questa etichettatura perché comunque è un passo in avanti verso una scelta più consapevole dei pneumatici da parte del consumatore. Secondo me l’etichettatura aiuterà l’automobilista a scegliere meglio con un’informazione oggettiva sulle prestazioni del pneumatico e sarà in grado di mettere in evidenza la superiorità dei prodotti di fascia premium rispetto ai prodotti che vengono introdotti sul mercato in fasce più basse anche in termini di prezzo.

Maggiore sicurezza
“L’etichetta – prosegue Elena Versari – darà un altro contributo per una maggiore sicurezza di guida ed un maggior risparmio di carburante dal momento che potrà indurre tutti i costruttori a migliorare le prestazioni dei propri prodotti per essere sempre più performanti sugli aspetti che sono stati messi in luce dall’etichetta”.

In generale quindi la nuova regolamentazione sull’etichettatura è vista dai costruttori come un passo avanti necessario, anche se i parametri presi in considerazione rischiano di essere limitativi rispetto alle reali caratteristiche del prodotto e quindi le informazioni trasmesse al consumatore possono essere non sufficienti. “Dal punto di vista dell’impatto sul mercato – prosegue Vellone – sicuramente questi aspetti saranno sempre più importanti man mano che il consumatore li percepirà anche perché avrà questi tre valori come elemento di riferimento. Questi parametri, però, non sono del tutto esaustivi. Quando si sviluppa un pneumatico i test standard di base che si fanno sono almeno una dozzina. Ci sono, quindi, aspetti che le etichette, per come sono concepite, non affrontano. Ad esempio l’aderenza sulla neve. Se un consumatore compra un pneumatico invernale dall’etichetta non ha le informazioni necessarie sulle prestazioni che interessano questo specifico pneumatico. Gli elementi di informazione rischiano quindi di non essere completi”. “L’aspetto limitativo della nuova normativa – conferma Elena Versari – è che le etichette focalizzano l’attenzione su tre parametri di valutazione. Ci sono altri parametri in termini di performance che determinano la qualità di un pneumatico rispetto ad un altro. Ad esempio la resistenza all’aquaplaning, la stabilità di guida, la manovrabilità del veicolo e, proprio perché stiamo affrontando la stagione invernale, le prestazioni che gli pneumatici hanno in condizioni invernali. Per questo oltre all’etichetta continueranno ad avere una grande importanza tutta una serie di informazioni aggiuntive che arrivano dai test effettuati dalle riviste di settore o dalle informazioni che si possono raccogliere dai rivenditori specializzati”.

Lascia un commento