Anche i fleet manager vanno al Motor Show

di Paolo Artemi

Tutti al Motor Show di Bologna. Non solo per vedere le novità automobilistiche del momento, le spettacolari manifestazioni sportive, l’allestimento da discoteca di alcuni stand. Anche per fare un confronto tra le company car, i modelli destinati alle flotte, le auto tutte lavoro e casa, soprattutto lavoro.

Il conto da pagare al governo Monti è salato: tra tasse e accise i costi di esercizio delle auto aziendali stanno andando alle stelle. Questo impone un nuovo approccio e il Motor Show di Bologna è il territorio perfetto per esplorare nuovi modelli, per approfondire le loro caratteristiche tecniche, per fare confronti ravvicinati. L’industria dell’automobile è un comparto ciclico, che vive fasi di stanca e di ripresa, specialmente in Italia dove l’auto è ormai soprattutto un prodotto di sostituzione. 

Periodo di cambiamenti
E proprio nei periodi in cui la domanda è depressa avvengono i grandi cambiamenti da parte degli acquirenti, che siano aziende o privati. “Chi vende automobili sa benissimo che un modello di successo non è quello che va più forte o quello che frena di più: è l’equilibrio tra eleganza, tecnica, comfort ed emozione che assicura il consenso da parte degli automobilisti, che garantisce il vero piacere della guida e la sicurezza della vettura – sostiene Daniele Maver, presidente di Land Rover-Jaguar Italia -. Alla luce di questo ragionamento è facile intuire la ragione della forte richiesta di Range Evoque, che è entrata prepotentemente anche nei listini di chi gestisce le flotte. Il cruccio di Land Rover Italia è la scarsa disponibilità, che allunga un po’ i tempi di consegna”. In questo momento Baby Range a cinque porte è considerata l’auto più desiderata dai dirigenti di buon livello e dai professionisti, che la considerano una valida alternativa a Bmw X3, Audi Q5, Volvo Xc60, mentre amministratori delegati e imprenditori subiscono una forte attrazione dalla Range Rover Sport. Sul versante Jaguar a fare proseliti è l’ultima XF 2.2d, la turbodiesel 4 cilindri da 190 cv con il cambio automatico a 8 marce, che fa quasi 20 kmcon un litro di gasolio nel misto.

Un mercato diviso
Un altro chiaro esempio di come le scelte dei gestori delle flotte seguono e mutano con l’evoluzione della crisi viene dall’analisi dei comportamenti. Il mercato è, in pratica, diviso in due: da una parte chi non ha liquidità, specialmente i responsabili delle grandi flotte di veicoli economici, che stanno alla finestra a guardare come evolve la situazione; dall’altra chi avendo disponibilità di mezzi economici non è interessato ad allungare i contratti di noleggio e va sul mercato. Le esigenze di questi ultimi, però, non sono più quelle che c’erano prima dello “sboom”: oggi i buyer fanno richieste e hanno aspettative sofisticate e impensabili fino a pochi mesi or sono per l’acquisto di flotte di primo prezzo, e ciò riguarda sia gli equipaggiamenti sia i servizi offerti dalla società di noleggio a lungo termine. Che cosa significa? Che, in pratica, l’auto economica di oggi è piccola solo nelle dimensioni. Allora non sorprende se il Motor Show di Bologna tiene a battesimo un buon numero di auto di primo prezzo ma di grandi contenuti tecnologici. Alla ribalta, per esempio, c’è la terza generazione della Fiat Panda, modello che nella versione ancora in produzione ha tenuto alte le statistiche delle auto aziendali allocate nel 2011 grazie a una maxi commessa di Telecom. “Panda III è un’auto semplice e generosa. Il design è estremamente raffinato perché segue la funzione non il contrario. L’abitacolo è accogliente, il cambio al centro della plancia, il sedile di guida si può ora regolare anche in altezza, mentre dai comandi al volante si accede direttamente al Blue&Me Tom Tom2 Live: grazie al viva voce si può parlare al telefono, rispondere ai messaggi, gestire musica, radio e navigatore in tutta sicurezza – racconta Nicola Pumilia, fleet manager di Fiat Group Automobiles -.La Panda IIIè una vettura intelligente sotto molti punti di vista: fino ai 30 orari, grazie al sensore laser posto sul parabrezza, il Low Speed Collision Mitigation riconosce se ci sono ostacoli nel traffico e frena da sola se necessario”.  Anche la nuova Lancia Ypsilon a 5 porte può essere un’interessante soluzione per chi punta a una vettura lunga meno di4 metri. E’ elegante, economica ed ecologica: emissioni di CO2 di 99 grammi/km, grazie al bicilindrico benzina TwinAir al debutto su Lancia.

Sfida tra le piccole
La sfida nel segmento delle vetture economiche si arricchisce dall’entrata a piedi uniti, per dirla in termini calcistici, del gruppo Volkswagen. Il primo modello griffato Volkswagen si chiama Up! e rappresenta la sintesi, riveduta e corretta nel terzo millennio, di ciò che fu la prima Panda oltre 30 anni or sono: linea essenziale, tanto spazio in3,5 metri,250 litridi baule, nessun inutile fronzolo, 3 porte. Un manifesto che recita: qualità a costi contenuti, con un buon supporto di elettronica. Un dispositivo portatile touch screen comanda il navigatore e i sistemi multimediali, mentre il dispositivo “City” rileva ostacoli fino a dieci metri tra i 10 e i 30 orari e se il guidatore non sterza, accelera, frena o preme la frizione frena in modo automatico: sapere sempre dove andare e garantirsi un alto margine di sicurezza sono una vera manna per le auto aziendali. A spingere l’Up! è un tre cilindri1.0 litriper 75 cv, cambio manuale a 5 marce (in arrivo l’automatico) e consumi dichiarati dalla casa di oltre21 kmcon un litro di benzina nel misto. Up! è un modello destinato a moltiplicarsi poiché nei prossimi mesi arriveranno la versione 5 porte, la cabrio, la crossover. Pure con altre firme. Già si possono vedere le gemelline:la Skoda Citigoela Seat Mii.Quest’ultima arriverà sul mercato anche in una versione con motore alimentato a metano da 68 cv. “La piccola Seat a metano, disponibile in futuro – dice Louis-Carl Vignon, direttore di Seat Italia – sarà una delle vetture più ecologiche in assoluto, con appena 86 g/km di emissioni di CO2. Un prodotto che riteniamo particolarmente adatto alle flotte aziendali, settore al quale ormai facciamo riferimento, con le nostre berline e familiari Exeo, per accrescere le nostre quote di mercato”.

Non convenzionali
Insomma dopo i risultati non proprio brillanti di Lupo e Fox, le auto piccole, quelle dei segmenti A e B, che consentono di fare grandi volumi di vendite e quindi di portare Volkswagen verso la leadership mondiale nella classifica dei produttori diventano strategiche nelle politiche commerciali. Un’altra “piccola” speciality, lanciata dal gruppo tedesco in anteprima mondiale al Motor Show di Bologna, è l’Audi A1 Sportback 5 porte. Non è certo un’urban car poco costosa ma è fatta apposta per dare una risposta a chi chiede esclusività e dimensioni limitate. Infatti A1 Sportback è capace di condensare in una vettura lunga meno di quattro metri l’eleganza di un A6 Avant e la sportività di una TT. Tornando agli stand Fiat si nota come poche volte in questi ultimi anni i marchi del gruppo italo-americano sono stati così effervescenti e in grado di offrire soluzioni e risposte a 360 gradi ai fleet manager. Per gli user-chooser arrivala Fiat Freemonta 7 posti in versione 4×4 e con il cambio automatico, mentre Lancia Voyager offre la sicurezza e le performance di una gigantesca station wagon a sette posti, l’eccezionale flessibilità di una grandissima monovolume (lunga521 cm) e rappresenta un’ottima soluzione per informatori farmaceutici, dirigenti junior/senior, agenti di commercio e rappresentanti, ma anche per noleggio con conducente o courtesy car per comunità e alberghi. Inoltre nell’operazione di rilancio in Europa del marchio Jeep,la Grand Cherokeeè finita nel mirino di quadri superiori e imprenditori che prediligono veicoli capaci di andare dappertutto offrendo un livello di comfort altissimo mentre un’altra grande novità per le flotte èla Jeep Compass, in versione a due ruote motrici.

Le berline
Alla nuova Thema (in Usa si chiama Chrysler300C) tocca affrontare la sfida più difficile, ma anche più prestigiosa: battersi con le ammiraglie Audi A6, Bmw Serie 5, Jaguar XF, Mercedes Classe E, con l’ambizione di offrire finalmente una vera alternativa. Per raggiungere questo obiettivo la nuova Thema coniuga dimensioni, comfort e presenza su strada, caratteristiche tipicamente americane, con il lusso degli interni in pelle Poltrona Frau, il silenzio ovattato delle grandi Lancia, la cura dei dettagli, i costi d’esercizio competitivi assicurati dal turbodiesel italiano 3.0 V6, con potenze di 190 cv e 224 cv.

Non solo europee 
Auto aziendali anche nel mirino di Honda, che sta per lanciare l’ultima versione della Civic e la nuova crossover Cr-V. “Nel corso del 2012 questa vettura diventerà molto competitiva anche per i gestori delle flotte grazie al lancio del nuovo motore turbodiesel 1.6, da 120 cv ed emissioni di CO2 inferiori ai 100 g/km, progettato apposta per il mercato europeo – spiega Giovanni Picardi, direttore della comunicazione -. Quello delle company car è un segmento del mercato nel quale Honda non si è impegnata a fondo, ma ora, grazie in particolare alle nostre vetture ibride, l’Insight ela Jazz, alle nuove Civic e Cr-V, capaci di mantenere un alto valore residuo nel tempo, sta cominciando a svilupparsi”. Diversa la posizione del costruttore coreano Hyundai che da quasi due anni è entrato nel settore delle flotte con un team dedicato e che sta ritagliandosi un discreto successo, grazie a modelli che vantano un elevato value for money, come i10, i20, ix35, ix20, Santa Fe, ai quali si sono da poco affiancate l’i40 berlina e wagon e l’i30, protagoniste al Motor Show. “Sono i Fleet Business Center, i concessionari specializzati nel campo delle company car che stanno facendo un buon lavoro su base regionale – dice Fabrizio Longo, managing director di Hyundai Motor Italia -. Mentre gli accordi che sono stati siglati con Budget ed Hertz, che operano nel rent-a-car, hanno l’obiettivo principale di elevare il livello di visibilità e di conoscenza sul campo da parte degli automobilisti che noleggiano veicoli, le qualità delle nostre macchine”.

Da Citroën
In Citroën, infine, è tutto pronto per far conoscere l’ultima nata della famiglia DS, la “5”ai gestori delle flotte. Un modello premium, dalle dimensioni generose (452x185x151 cm e468 litridi bagagliaio), dai materiali e dalle dotazioni esclusive. La linea originale e aerodinamica (il Cx è di 0,29), si sposa con materiali selezionati come la pelle pieno fiore e l’alluminio per creare un ambiente accogliente e confortevole senza dimenticare la cura per i dettagli (plancia con display multicolor, tetto panoramico a tre pannelli, clima multi zona). La versione più “in” è la full-hybrid diesel Hybrid4, che alle prestazioni elevate, grazie ai 200 cv e la trazione integrale, unisce i vantaggi della guida ecologica (modalità elettrica per la guida cittadina, boost in accelerazione in modalità Sport) con emissioni di CO2 contenute a 99 g/km. Risultati ottenuti dal matrimonio tra il 4 cilindri 2.000 cc HDi 160 Fap, con il motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 37 Cv, a cui si aggiungono lo Stop&Start, il cambio pilotato a 6 rapporti, e la gestione automatica delle 4 modalità di funzionamento dei due motori (Auto, Zev, 4 ruote motrici e Sport). Un altro asso nella manica di Citroën dopo il favorevole consenso ottenuto da DS4, la sport wagon- crossover-suv, eletta, dall’Unione dei giornalisti italiani dell’auto (Uiga), Auto Europa 2012.

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