Ampera, motore elettrico con benzina di scorta

270531La percorrenza ad emissioni zero può arrivare ad 80 km. Il propulsore termico di 1.4 litri interviene solo per ricaricare le batterie quando sono in via di esaurimento. In questo modo l’autonomia supera i 500 km senza problemi: per ripartire è sufficiente fare il pieno di benzina (35 litri). Raggiunge i 160 all’ora e scatta da 0 a 100 in 9”. E’ una berlina elegante con linea da coupè omologata per quattro comodi posti.In Casa Opel la definiscono, con una certa enfasi, “il futuro della mobilità”. Il riferimento è alla Ampera, “sorella” europea della Chevrolet Volt made in Usa (entrambe le Case, Chevrolet e Opel, sono controllate dal colosso GM). Ampera, come noto, è un’auto elettrica ad autonomia estesa. In altre parole viene spinta solo da un motore elettrico e, quando l’autonomia delle batterie agli joni di litio sta per esaurirsi (dopo 40-80 km a seconda dello stile di guida), entra in azione un piccolo motore a benzina di 1.4 litri con 84 cv che ha la sola funzione di ridare la carica agli accumulatori. L’avanzamento dei veicolo deriva sempre e solo dal motore elettrico; l’altro, quello termico, non ha collegamenti con le ruote avendo semplicemente il compito di ricaricare le batterie.

Una linea avveneristica
Oggi Ampera si presenta in versione definitiva con la linea avveniristica che già conosciamo, ma con interni curati nei dettagli e quattro poltrone in pelle che la avvicinano ai modelli Premium. La sua dote principale sta nella “autonomia estesa”, cioè in più di 500 km da percorrere senza rischi di restare a secco. Si può girare tutta l’Olanda, sede della presentazione internazionale della Ampera e dove ho avuto modo di provare su strada questo rivoluzionario modello, senza fermarsi per ricaricare le batterie. In ogni caso sono sufficienti 4 ore per fare il pieno di elettricità attaccandosi ad una presa domestica da 230V.

La potenza complessiva espressa dalla Ampera è di 150 cv, il che le consente di superare i 160 all’ora e di passare da ferma ai 100 in 9”. A questi dati corrispondono emissioni di CO2 di soli 40 g/km ed un consumo di benzina (per il motore che si attiva solo per ricaricare le batterie) di appena 1,6 litri per 100 km. Sono costi di gestione davvero irrisori, senza considerare il fatto che la maggioranza degli automobilisti europei percorrono in media non più di 60 km al giorno, il che significa potenzialmente tutti in elettrico ad emissioni zero. In questo caso, calcolando un prezzo medio dell’energia elettrica pari a 20 centesimi di euro per kilowatt/ora, la percorrenza di 100 km in funzionalità solo elettrica prevede un consumo di 16 kW/h con una spesa di 3,20 euro, un dato che si commenta da solo.

imageAmpera è una berlina compatta (lunga 4,40 e larga 1,79 metri) che assomiglia ad un coupè: 4 posti, 5 porte, un bagagliaio da 300 litri, bassa e aerodinamica con un lunotto posteriore molto inclinato ed un frontale originale con i gruppi ottici anteriori a forma di boomerang. La trazione è anteriore, l’assetto è ideale per andature turistiche dal momento che dispone di sospensioni tarate sul comfort. Il silenzio nell’abitacolo è assoluto: l’unico rumore che si fa sentire è il rotolamento degli pneumatici sull’asfalto.

Non ci sono marce da inserire, ma solo 4 tipi di guida da scegliere con un pulsante: Normal quando si vuole viaggiare prevalentemente in elettrico; Mountain con il motore termico sempre in funzione per avere abbastanza potenza per affrontare le salite; Sport per rendere più reattivi acceleratore, sterzo e sospensioni; infine City che fa funzionare sempre anche il motore termico per mantenere riserve di potenza anche a batterie cariche.

Trazione elettrica
Il bocchettone di rifornimento elettrico è situato a sinistra davanti alla portiera del pilota, mentre dietro a destra c’è quello tradizionale per la benzina (il serbatoio ha una capacità di 35 litri che garantiscono una percorrenza di almeno 500 km). Le batterie, composte da 288 celle per un peso di 198 kg, sono sistemate sotto il tunnel centrale che percorre tutto l’abitacolo per allargarsi a forma di T dietro i sedili posteriori. E’ dalla presenza del blocco delle batterie che discende l’abitabilità per quattro passeggeri, sistemati anche dietro in due comode. Lo spazio per le gambe è abbondante.

Il cruscotto e la consolle centrale ospitano due ampi display che trasmettono le informazioni utili sul trasferimento d’energia e su tutti i dettagli di una vettura tecnologicamente così complessa. Ci sono di contorno numerosi tasti per le diverse funzioni. Efficiente il navigatore, eleganti le finiture in alluminio ed in ceramica. La trazione è anteriore: i due motori, quello elettrico e quello termico sono alloggiati nella parte anteriore della vettura sotto il cofano uno al fianco dell’altro. La durata delle batterie, punto debole di solito delle auto elettriche, viene garantita per 8 anni o 180 mila km.image

La prova
Provata lungo le strade olandesi Ampera si è dimostrata piacevole da guidare a patto di adottare un’andatura turistica. Ciò non vuole dire che non abbia sprint: con una coppia di 370 Nm, disponibile praticamente fin dall’avvio, e nonostante il peso complessivo di 1.732 kg scatta rapidamente ai semafori (da 0 a 100 in 9”), ma ci si accorge presto che il piede inavvertitamente diventa leggero sull’acceleratore per ottimizzare la percorrenza in solo elettrico fino al traguardo (superabile) degli 80 km. Personalmente sono arrivato a 63 km prima che intervenisse il motore termico, ma guidando senza particolari avvertenze mirate al risparmio. Va detto anche che un’auto elettrica per sua stessa natura invoglia chi sta al volante ad adottare uno stile di guida tranquillo, senza affondare mai, se non in casi di necessità, il piede sull’acceleratore.

Lo sterzo elettrico è leggero: consente parcheggi e manovre senza fatica nonostante le dimensioni della vettura certo non da city car. La visibilità è buona in avanti e nelle retromarce. Nell’insieme il comportamento dell’Ampera è quello di una berlina di segmento medio-alto con finiture a livello Premium. Ed il prezzo elevato ne è una conseguenza: in questo modo però diventa difficile incentivare l’acquisto di una elettrica-ibrida in assenza di contributi speciali da parte dei Paesi nei quali si punti a ridurre le emissioni nocive di CO2 nell’atmosfera delle città.

Lascia un commento