Al Salone di Pechino auto per tutti i gusti

di Enrico Rondinelli

Entrando al Salone di Pechino 2012 ciò che maggiormente colpisce è l’enorme quantità di persone presenti: evidentemente, pur trattandosi dei giorni dedicati alla stampa, molti “amici e parenti” sono riusciti a trovare qualche pass per godersi lo spettacolo in anteprima. Emerge subito la grande evoluzione compiuta negli ultimi anni dalle aziende cinesi che tuttavia non riescono ancora a competere con le “big” europee. Per ovviare all’inesperienza nel settore del design, molti car makers cinesi si sono avvalsi di stilisti europei ottenendo risultati interessanti.

imageTra le concept-car cinesi, numerosi i veicoli elettrici e ibridi che costituiranno la mobilità futura del paese. Intanto c’è da dire che nei giorni trascorsi a Pechino, passeggiando per le zone “cool” della città siamo stati circondati da una sfilata di Porsche, Mercedes, BMW, Jaguar e Maserati, guidate da uomini e donne tra i 30 e i 50 anni, che hanno scelto per lo più versioni sportive, sfarzose, molto personalizzate e accessoriate; è molto difficile trovare in Europa una tale concentrazione di vetture premium, eccetto forse a Montecarlo.

Le auto preferite
I Suv di grandi o medie dimensioni sono attualmente la tipologia di auto preferita dai cinesi, seguita da berline quasi sempre a “passo lungo”: tra i marchi premium Porsche, Lamborghini, Bentley, Maserati, Audi, Mercedes e Land Rover hanno scelto il Salone di Pechino per presentare nuovi Suv; tra le berline a passo lungo le novità sono costituite da Audi A6, BMW Serie 3 e la Mercedes-Benz Concept Style Coupé, quest’ultima veramente ben riuscita. I nuovi automobilisti cinesi che riescono a realizzare il sogno della prima automobile, non hanno evidentemente le possibilità per acquistare una vettura europea, perciò spesso scelgono copie cinesi dalla qualità discutibile: vi è la finta Cayenne, la mini Rolls Royce ed i cloni di BMW X1 e X3. Sono poi numerose le “copie dichiarate”, ovvero vecchi modelli prodotti in loco su licenza adattati ai gusti locali, tra cui la vecchia Mercedes Classe B o la Fiat Multipla trasformata in taxi. Ad eccezione di MG e Roewe (ex-Rover) – ora di proprietà cinese ma con know-how britannico – che offrono prodotti di buona qualità e design, la maggior parte dell’attuale produzione cinese non è ancora pronta per il mercato mondiale poiché carente sotto molteplici aspetti. Le vetture cinesi hanno prezzi compresi tra l’equivalente di 2.500 e 15.000 euro, mentre le straniere mantengono generalmente gli stessi prezzi europei; queste ultime sono maggiormente presenti nelle metropoli più sviluppate come Pechino, Shanghai e Hong Kong. Nelle periferie e nei piccoli centri rurali – che costituiscono il vero cuore della Cina – ecco comparire invece numerose le vetture dagli “occhi a mandorla”.

Il mercato cinese promette ampi margini di crescita per le case automobilistiche che sapranno cogliere le tendenze che ne guideranno lo sviluppo. Al recente Salone dell’automobile di Pechino, quindi, le case più importanti erano tutte presenti, con molte novità in esposizioneL’offerta europeaLe case europee hanno deciso di non proporre in Cina modelli entry level o di segmento A, concentrando l’intera offerta su eleganti berline, auto sportive, fuoristrada e Suv: Porsche sta addirittura costruendo un proprio centro presso l’autodromo di Shanghai riservato ai clienti, per dare loro la possibilità di apprezzare appieno le caratteristiche delle sportive tedesche. Fiat si è presentata al Salone di Pechino in grande stile, proponendo il titolo del film “La vita è bella” – molto amato dal popolo cinese – come nuovo slogan; nomi, icone e atmosfera italiana sono parte della strategia di marketing del marchio per provare a conquistare un mercato in cui l’azienda torinese è presente da anni. Sono state presentate la 500 – anche in versione Cabrio e “by Gucci” -, la Freemont e la nuova Viaggio: quest’ultima è una berlina – basata sull’americana Dodge Dart con pianale della Giulietta – dallo stile molto pulito, con alcuni tratti muscolosi di chiara origine americana, per un risultato complessivamente gradevole. Il posizionamento di Fiat tra i marchi premium lo si deve alla provenienza italiana (siamo molto apprezzati in Cina), oltre che all’ottimo lavoro svolto dagli uomini di marketing che hanno creato delle originali cartelle stampa corredate di moka Bialetti e caffè, proprio per promuovere l’”Italian way of life”. L’ingente investimento svolto nel sud della Cina per impiantare uno stabilimento produttivo locale ha permesso di proporre la Fiat Viaggio ad un prezzo estremamente competitivo di 110.000/150.000 yuan (l’equivalente di 13.000/18.000 euro), al pari delle più lussuose berline cinesi che però hanno una qualità nettamente inferiore. Se il governo cinese opterà per un trasporto sostenibile caratterizzato da vetture piccole, la Fiat 500 potrebbe portare a casa grandi risultati, così come potrebbe essere apprezzato lo stile “retrò” della Lancia Ypsilon, magari proposta come Chrysler. Il prossimo lancio del marchio Alfa Romeo potrebbe arrivare nel momento più opportuno, purché venga proposto un prodotto di qualità: il posizionamento tra i marchi sportivi potrebbe giovare alle sorti della casa di Arese. Infatti, il grande vantaggio che l’emergente mercato dell’auto offre alle case costruttrici europee affacciatesi per la prima volta in Cina, è quello di potersi posizionare a livelli alti abbandonando i pregiudizi del Vecchio Continente: Skoda, Seat, Peugeot e Citroën – con la gamma DS – sono l’esempio di un ampio apprezzamento da parte del pubblico locale, posizionandosi tra gli “high level” brand europei in Cina.

imageLe case al top
Ferrari e Maserati sono giunte al Salone offrendo risultati da capogiro: Ferrari nel 2011 è cresciuta del 75% grazie a nuovi punti vendita, così come Maserati che nel 2011 ha venduto oltre 800 vetture; per entrambe, la Cina è attualmente il secondo mercato mondiale e con l’arrivo della Suv Kubang, Maserati non può che assicurarsi un ampio successo per i prossimi anni. Presenti all’appello anche altri marchi europei, giapponesi e americani che hanno fatto della storia e della tradizione del marchio un punto di forza come, ad esempio, Jaguar e Mini con stand molto “british”; Citroën con ben due stand (il secondo riservato alla gamma DS), Volvo, Chevrolet, Chrysler, Ford, Toyota, Honda, Peugeot e Renault. Il gruppo VW, radicato in Cina da molti anni (la maggior parte dei taxi di Pechino e Shanghai sono le vecchie berline Jetta ancora oggi prodotte per il mercato locale), si è presentato come leader incontrastato, in un padiglione molto grande separato dagli altri costruttori, ove ha raggruppato tutti i suoi marchi. Lamborghini non ha saputo resistere e nel mercato leader dei Suv premium ha presentato la concept Urus, che entrerà in produzione tra due anni. Il criticatissimo maxi-Suv che Bentley aveva mostrato a Ginevra, in terra cinese è stato molto gradito grazie alle sfarzose cromature e ai legni pregiati che hanno incontrato i gusti locali, tanto che ne è stata confermata la produzione senza sostanziali modifiche, a differenza di quanto inizialmente dichiarato. Audi ha presentato tutti i modelli sportivi S ed RS – tra cui la concept Q3 RS – e la variante ibrida della A6 a passo lungo, già venduta nella versione benzina e diesel. Presenti anche Skoda e Seat con la gamma completa europea (ad eccezione delle citycar), con un’ampia offerta di allestimenti sportivi o lussuosi. Infine, Volkswagen ha proposto una gamma di numerosi modelli partendo da Polo, Golf GTI, Golf cabrio, nuova Passat (qui chiamata Lavida), nuova Beetle, nuova Cross coupé, CC, Scirocco, Tiguan, Touareg e Phaeton; a completare l’offerta, il concept elettrico del Maggiolino “E-bugster”.

Degna di nota è la campagna ecologista “Think blue” proposta in Cina come nel resto del mondo, a supporto delle versioni a basso impatto ambientale “Blue Motion”: segno che qualcosa in Cina cambierà rapidamente ed il leader di mercato Volkswagen lo ha capito, anticipando i tempi.

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