Al lavoro gratis in bus con la Philip Morris

di Leonardo Tancredi

Un progetto di mobilità integrata finanziato dalla multinazionale del tabacco in collaborazione con Tper e Trenitalia consente a lavoratori e cittadini di raggiungere la Valsamoggia da Bologna.  

Due linee di autobus targate Philip Morris dalle stazioni ferroviarie di Anzola dell’Emilia e di Crespellano raggiungono l’area industriale della Valsamoggia, sede degli impianti bolognesi della multinazionale del tabacco. I lavoratori, gli abitanti della Città metropolitana e l’ambiente sentitamente ringraziano.

Un servizio integrato bus-treno accessibile ai dipendenti grazie a un abbonamento gratuito (valido anche oltre l’orario di lavoro sui mezzi urbani) e a tutti gli utenti del territorio che rivoluziona l’idea di mobilità casa-lavoro e si offre come esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato. I mobility manager in cerca di soluzioni a basso impatto ambientale prendano nota per arricchire il loro portfolio con una scelta innovativa che reinterpreta il ruolo di gestori della mobilità aziendale.

LEGAME CON LE ISTITUZIONI

La prima corsa è partita il 17 giugno, con due soluzioni diverse: per incontrare le esigenze dei lavoratori impegnati nel turno delle 6, i primi bus hanno acceso i motori alle 5 di mattina davanti alla stazione di Bologna, direzione Valsamoggia; le corse successive, dopo l’avvio della circolazione dei vagoni ferroviari, hanno aspettato alle stazioni di Anzola e Crespellano l’arrivo dei passeggeri partiti in treno dal capoluogo o da Vignola. Tutto questo per sedici volte, tante sono le corse attivate. Una vera e propria rete di trasporti che grazie all’integrazione dei veicoli su gomma ha valorizzato l’esistente mobilità su rotaia.

Le due linee, 676 e 677, sono finanziate da Philip Morris che ha preferito non rendere noto il costo dell’operazione. Se l’è cavata con una battuta il mobility manager Francesco Brognara: «È un regalo, e come tale, la cifra che si è spesa non si rivela». Ma è chiaro l’intento di rinsaldare il legame con le istituzioni di un territorio in cui la multinazionale opera dal 1963 e che nel 2016 ha ampliato la produzione con l’apertura degli impianti coinvolti in questo progetto. Nei due anni successivi ha raggiunto i 1400 dipendenti in uno stabilimento di 110.000 metri quadrati. A fine agosto di quest’anno è arrivato l’annuncio di nuove assunzioni.

UN PROGETTO PILOTA

“È il primo progetto in Italia di mobilità integrata che unisce pubblico e privato” – non si nasconde Simona Robotti, direttrice risorse umane di Philip Morris. Ed è frutto dell’intesa tra l’azienda, Tper e Trenitalia insieme a Regione e Città metropolitana. “Vogliamo essere un esempio a livello nazionale — aggiunge la manager — e siamo contenti della partecipazione proattiva delle istituzioni pubbliche”. La voce delle istituzioni non ha mancato di farsi sentire, grazie a diverse note diffuse in occasione della presentazione del progetto. Il Comune di Bologna ha valutato l’iniziativa della multinazionale del tabacco come uno sviluppo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) approvato lo scorso novembre dalla Città Metropolitana di Bologna e finanziato dalla Regione Emilia Romagna. Il Piano prevede l’attivazione di servizi di mobilità volti a garantire una maggior sostenibilità dei trasporti in ambito urbano e industriale, obbiettivo in linea con gli scopi di un progetto, come quello firmato Philip Morris, che mira a generare benefici nella mobilità di circa 2000 persone.

Lo stabilimento della Philip Morris a Crespellano (BO)

NON SOLO PER I LAVORATORI

Il sindaco Virginio Merola ha definito la riduzione dell’inquinamento e l’accessibilità del territorio come le sfide principali di un’idea di mobilità sostenibile da realizzare attraverso la cooperazione tra pubblico e privato. “Philip Morris è stata la prima azienda che ha voluto raccogliere questa sfida – ha dichiarato il sindaco – superando l’approccio della navetta dedicata solo ai lavoratori, istituendo servizi bus di linea aperti a tutti i cittadini e alle altre imprese del territorio.

È un esempio di ottima integrazione pubblico-privato che spero sarà seguito da altre aziende”. Ha espresso soddisfazione anche Raffaele Donini, assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, che ha ricordato gli investimenti per oltre 1 miliardo destinati alla riqualificazione del trasporto su ferro e gomma: saranno rinnovati la quasi totalità dei treni regionali e il 20% degli autobus di linea. Fa eco la presidente e amministratrice delegata dell’azienda di trasporti regionale Tper, Giuseppina Gualtieri che pone l’accento sull’impegno dell’azienda in un mobility management orientato a favorire l’accesso al trasporto pubblico. “Abbiamo attivi 31 accordi che riguardano 12 mila persone e 9 mila studenti dell’Università, ma si tratta sempre di accordi su abbonamenti e tariffe. Questo invece — precisa Gualtieri — è un piano innovativo, mai siglato prima, per i numeri dei trasportati e per la ricaduta sul territorio”.

ALTRE AZIENDE SONO INTERESSATE

Comoda e green la mobilità casa-lavoro in Emilia Romagna anche secondo il direttore regionale Trenitalia Alessandro Tullio che ha ricordato il recente esordio sui binari dei treni Pop e Rock pensati proprio per migliorare l’esperienza di viaggio dei lavoratori pendolari. Una regione virtuosa, l’Emilia Romagna, dove la Philip Morris intende continuare a operare in un’ottica di sistema coinvolgendo in progetti di mobilità anche le altre aziende nei dintorni, come Terex, Brt, Macron ed Euroricambi. Le due linee di bus che ogni giorno porteranno al lavoro gratuitamente centinaia di persone, secondo l’AD Oleksiy Lomeyko rappresentano “l’importanza strategica che per la Philip Morris riveste la sostenibilità ambientale, e conferma ancora una volta l’impegno per sviluppare soluzioni all’avanguardia volte ad aumentare il benessere delle nostre persone”.