Per fare il punto sui temi caldi del settore, l’associazione ha riunito a Milano i protagonisti della mobilità aziendale, per parlare di fiscalità, sostenibilità, innovazione e strategie operative

Due temi caldi come portata principale e tanti argomenti spinosi collegati come contorno. Le flotte aziendali si ritrovano in primis a fare i conti con il percorso per la decarbonizzazione, che la Commissione europea ha più volte sottolineato come strategico per la diffusione dei veicoli BEV. Ma poi c’è anche il discorso dei fringe benefit, che non manca di far discutere, senza poi dimenticare digitalizzazione e telematica. Per fare il punto Aiaga, l’Associazione italiana dei fleet manager, si è data appuntamento a Milano per l’evento “Accendiamo i motori – Fleet o non fleet, il dilemma della mobilità”, riunendo i protagonisti del settore per parlare di fiscalità, sostenibilità, innovazione e strategie operative.
“Nel 2026 la mobilità aziendale evolverà lungo tre direttrici: sostenibilità, digitalizzazione e flessibilità d’uso – spiega Laura Echino, Presidente di Aiaga – Le flotte affronteranno una transizione energetica più concreta, con particolare attenzione al mix di veicoli elettrici, ibridi e termici efficienti”. Il noleggio cresce: soltanto quello a lungo termine rappresenta una flotta di oltre 1,3 milioni di veicoli, che percorrono 27 miliardi di chilometri all’anno, in virtù di contratti che stanno diventando sempre più lunghi (l’80% va oltre i 36 mesi). Il discorso fleet si lega naturalmente a quello più ampio del mobility management e delle strategie per rendere più efficienti gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti. Cresce quindi l’attenzione sulla “nona ora”, quella dedicata al pendolarismo quotidiano. “Sappiamo che il focus non è tanto sulla logistica, quanto sul tempo delle persone, che generalmente considerano l’ora di commuting il momento meno piacevole dell’intera giornata”, dice Paolo Barbato, Ceo di Wiseair, azienda che offre soluzioni per l’ottimizzazione degli spostamenti casa-lavoro. Ecco allora che emerge l’importanza di aumentare l’efficienza, riducendo le emissioni, come nel caso di Green Mobility Platform, che assiste nella gestione della mobilità dei veicoli, con particolare attenzione alle emissioni di CO2.
La filiera nel noleggio a lungo termine coinvolge anche una rete di assistenza di circa 31 mila officine, con oltre 2,3 milioni di interventi su strada e più di tre milioni di operazioni di manutenzione all’anno. Diventa quindi strategica anche la relazione con i gommisti, come segnalato da Federpneus, l’Associazione nazionale rivenditori specialisti di pneumatici, secondo cui “per i nostri soci lavorare con le società di noleggio consente di ottenere maggiore visibilità e clienti”. Resta la preoccupazione per la normativa fiscale, definita “improvvida e dannosa”. Secondo Pietro Teofilatto, Direttore Area Fisco e Economia di Aniasa, “l’attuale normativa ha causato una proroga dei contratti per la necessità di dover scongiurare un aumento dei costi sui veicoli più inquinanti”, mentre sull’ipotesi di introdurre clausole di acquisto di auto elettriche il giudizio è netto: “Assoluto diniego per obblighi slegati dalla domanda”.