Adesso è il tempo di ripartire, con fiducia e stabilità

di Robert Satiri

È arrivato il momento di pensare a come far ripartire l’economia e la mobilità in Italia, senza scordare l’importanza dell’approccio “green”. Quale contributo può venire dalle flotte aziendali?  

È un tempo molto gramo quello che questo inizio di 2020 ci ha riservato. L’emergenza coronavirus oltre ad avere sconvolto le nostre esistenze ha lasciato lutti, ferite profonde e solchi psicologici di difficile gestione. In ambito economico la paura deriva principalmente dal rallentamento dell’economia a livello globale e dalla difficoltà di capire e adottare gli strumenti giusti per affrontare la convivenza con la pandemia, coniugando lavoro, commercio e sicurezza.

Nell’ambito delle flotte aziendali abbiamo avuto situazioni molto diverse. In primo luogo quelle di aziende operanti in settori legati all’emergenza non hanno subito fermi ed anzi, sono state iperutilizzate, con difficoltà aggiuntive legate alle manutenzioni contingentate ed alle chiusure e riaperture di officine e concessionarie. Per le altre, al servizio di strutture fermate dai provvedimenti di lockdown, sono stati mesi di stop forzato, con pochi chilometri percorsi, principalmente da quelle vetture assegnate ai dipendenti in uso promiscuo.

UNA NUOVA FASE

Ma finalmente, con tutte le cautele del caso, pare arrivato il tempo della ripartenza e una nuova fase ci aspetta. In primo luogo lo strascico del lockdown è quello di una filiera bloccata che, al di là dei proclami, avrà bisogno di qualche mese di stabilità sanitaria mondiale per riprendere un ritmo produttivo e distributivo decente. Verrebbe quasi da suggerire alle case automobilistiche di concentrarsi nella produzione di pochi modelli e pochissime varianti per l’immediato, in modo da velocizzare tutto (per dirla con Henry Ford “i clienti possono scegliere qualunque colore purché sia nero”), con sconti e formule di vendita immediate e vicine alle reali esigenze del cliente business e retail. Sarà poi necessaria da parte delle società di noleggio a lungo termine una flessibilità straordinaria (proprio perché affrontiamo momenti fuori dall’ordinario) sia in tema di gestione dei contratti che di servizi.

Qualche mese di blocco hanno fatto saltare i parametri tempo/percorrenze dei contratti iniziali e probabilmente il tutto non si risolverà immediatamente, forse avendo bisogno di approssimazioni successive nell’aggiustare i contratti. Inoltre nuove esigenze emergono vigorosamente; pensiamo alla necessità della sanificazione del veicolo: fino a poco tempo fa se andava bene la si faceva in primavera con l’arrivo dei pollini; ora, nelle flotte in pool, stiamo pensando a come farla ad ogni cambio di driver. O per la gestione delle aree di parcheggio in un’immaginabile impennata della mobilità individuale.

LA NUOVA MOBILITÀ

In questo scenario così complesso non può latitare una vigorosa azione governativa di sostegno e orientamento del comparto automotive, delle flotte, oserei dire della nuova mobilità. Ci sono due aspetti che c’interessa sottolineare: il primo è senza dubbio quello della mancanza di ossigeno finanziario. Le strutture aziendali, sono in asfissia e ripartire in primo luogo vuol dire avere l’autonomia per muoversi non solo sul territorio ma soprattutto economicamente; avere cioè un ragionevole lasso di tempo per riprendersi e progettare il futuro con una rete di protezione finanziaria relativamente sicura ed economica.

Nel progetto di futuro non mancherà certo la parte delle soluzioni di mobilità e quindi delle flotte. Il secondo aspetto a cui facevamo riferimento è quello che repentinamente stiamo andando verso nuovi paradigmi di mobilità. Se torniamo indietro a pochi mesi fa il mantra che ricorreva era quello della mobilità condivisa; oggi il nuovo (ed al tempo stesso antico) leitmotiv è quello della mobilità individuale.

PROCEDERE SENZA ESITAZIONI

Ancora una volta immaginiamo che il ricorso alla leva fiscale sia determinante ed addirittura vantaggioso per il Governo (e quindi per tutti noi). Revisione ed armonizzazione in base a quanto accade a livello europeo quindi, delle politiche di prelievo su iva, deducibilità e uso promiscuo dell’auto per aziende e lavoratori in base ai livelli di emissione, con sgravi per investimenti green in mobilità.

Da una crisi epocale come quella che stiamo vivendo dobbiamo trarre insegnamenti importanti e passare a scelte decisive; se è vero che gli investimenti in green economy producono effetti amplificati in termini di occupazione e ritorni economici rispetto a quelli in altri settori tradizionali, questo è il tempo di procedere senza esitazioni, rilanciando economia e lavoro, promuovendo nuovi stili di vita.