ABB, la mobilità elettrica va oltre le colonnine

di Vincenzo Conte

L’attitudine al cambiamento, nel settore della mobilità elettrica (in particolare per le flotte aziendali), non è misurabile esclusivamente sulla base del numero di colonnine di ricarica per i veicoli che sono state installate o che si ha in programma di installare nei prossimi anni. Il processo di cambiamento in atto è molto più profondo e coinvolge le abitudini e i comportamenti quotidiani di tutti gli attori della filiera della mobilità, sia nel settore privato sia nel settore aziendale.

È questo il messaggio lanciato da Antonio De Bellis, Head of Sales Italy di ABB, nell’intervista ad Auto Aziendali magazine tesa a chiarire i programmi del colosso energetico per ciò che riguarda la mobilità elettrica nel nostro Paese. Si tratta di un argomento di cui ABB è pienamente titolata a parlare, visto che, con oltre 7.000 stazioni di ricarica rapida in corrente continua installate in 60 paesi, ABB è leader mondiale in questo comparto ed è stata nominata da Fortune all’ottavo posto tra le aziende che stanno cambiando il mondo. 

 

Hub sostenibile

Antonio De Bellis, Head of Sales Italy di ABB

“ABB – sottolinea de Bellis – si è rimboccata le maniche e ha iniziato a implementare strategie per una mobilità sostenibile. A questo proposito un concetto che viene alla ribalta, ed in cui ci riconosciamo, è quello di hub sostenibile, che vuol dire tante cose che vanno oltre il concetto di colonnina. Include, ad esempio, il problema dell’impatto climatico delle strategie messe in campo, ma tende a cambiare le abitudini di uso dei mezzi di trasporto. Per questo è necessario l’adeguamento della rete infrastrutturale secondo un approccio a 360° che includa tutte le soluzioni di trasporto tecnologicamente disponibili e le metta a disposizione degli utenti a seconda delle loro necessità”.

Si parla, quindi, non solo di auto elettriche, ma anche di trasporto pubblico locale effettuato con veicoli elettrici, trasporto di merci e trasporto ferroviario elettrici e navi con propulsore elettrico. Per abilitare questo intero sistema di trasporti è necessaria l’implementazione di smart port che includano strutture di ricarica compatibili con i diversi mezzi a disposizione degli utenti. “Noi di ABB – prosegue De Bellis – siamo impegnati nei trasporti elettrici sin dalla nascita di questa tecnologia ed oggi, nel nuovo paradigma di mobilità che si sta sviluppando, possiamo portare anche un po’ di made in Italy, visto che una delle nostre più importanti fabbriche di colonnine elettriche, che esportiamo in tutto il mondo, è proprio in Italia”. 

 

Partecipi del cambiamento 

Nel contesto della mobilità sostenibile elettrica le società energetiche svolgono un ruolo di primaria importanza, naturalmente in funzione del business model che si affermerà. “Oggi è importante innescare dei meccanismi tramite i quali si prova e ci si sporca le mani, perché solo in questo modo si riesce ad essere in prima linea anche dal punto di vista dell’innovazione. Si stanno aprendo nuovi scenari ed è fondamentale essere partecipi del processo di cambiamento. Allo stesso tempo è di grande importanza mettere in campo azioni tese all’alfabetizzazione tecnologica del consumatore, lavorando per combattere le fake news che creano solo confusione, per incrementare la formazione nel settore automotive e per comunicare ai consumatori come dovrà cambiare l’uso e la manutenzione dei nuovi mezzi che saranno disponibili sul mercato”. 

 

 

Un nuovo paradigma

La diffusione della mobilità elettrica oggi sconta anche i problemi che derivano dalla mancanza di varietà di prodotti soddisfacente sul mercato. Dal 2019/2020, quando saranno messi in commercio una serie di prodotti che allargheranno la gamma a disposizione dei consumatori, sarà più semplice implementare in modo significativo la penetrazione dei mezzi elettrici. “Le aziende che sceglieranno di implementare la mobilità elettrica, poi, potranno sfruttare le abitudini degli utenti per ribaltare l’odierno paradigma di relazioni che legano i fornitori e gli utilizzatori di energia.

Ad esempio, si sa che il tempo medio di sosta dei veicoli affidati a dirigenti e a venditori è di diverse ore: in questo tempo se i veicoli sono collegati ad una smart grid (e cioè a una rete elettrica dotata di sensori intelligenti) potranno trasformarsi in un componente attivo del bilancio energetico aziendale, cedendo o ricaricando energia a seconda delle necessità e delle disponibilità. Per fare questo occorre poter disporre di siti di ricarica evoluti collegati a fonti di generazione rinnovabili (pannelli fotovoltaici, pompe di calore, eccetera). Entrare in quest’ottica vuol dire non essere più un attore passivo del comparto energetico ma trasformarsi in un protagonista attivo che contribuisce a rendere più sostenibile il mix energetico usato dall’azienda e favorisce la creazione di un ecosistema che asseconda il cambiamento con risultati postivi, in un’ottica win-win per tutti gli attori”.