Renault Twingo, la rivoluzione francese

di Piero Evangelisti

aam17-Renault-Twingo,-la-rivoluzione-franceseDopo vent’anni Twingo è ancora capace di stupire con un’inedita architettura “tutto dietro”. E il nome è sempre sinonimo di simpatia e trasgressione. Nasce in Slovenia insieme a Smart forfour ma la sua personalità è inconfondibile. Più corta della precedente guadagna tanto spazio a bordo per chi siede dietro. Agile nel traffico cittadino vanta un diametro di sterzata da record.Portare un nome importante e di successo offre indubbi vantaggi, legando indissolubilmente una marca a un certo tipo di auto che ne incarna i valori, ma comporta anche tante responsabilità, perché ad ogni nuova serie quei valori devono evolversi rispettando le aspettative del pubblico. E’ così per la terza serie di  Renault Twingo, battezzata con un nome che fin dalla prima serie, rimasta in servizio per un tempo lunghissimo, dal 1993 al 2007, è divenuto sinonimo di simpatia, di funzionalità e di trasgressione, e, soprattutto di originalità, un nome che adesso impone alla city car francese obiettivi molto ambiziosi ampliando quel successo che è in parte mancato alla generazione di mezzo. Il nome, dunque, è un punto di forza che Renault ha strenuamente difeso anche da semplici assonanze, come nella querelle con Fiat quando, per la penultima serie di Panda, venne scelto il nome Gingo al quale Fiat decise poi di rinunciare. 

Una vera rivoluzione

Alla base dell’erede della mitica ranocchia (la grenouille, il nickname delle prima Twingo) c’è il progetto Edison, scaturito dalla partnership fra Daimler e la casa della Losanga (già impegnate in uno scambio di tecnologie che sembra portare ricchi frutti a entrambe), che ha dato vita, oltre alla piccola francese, alle nuove Smart fortwo e forfour. aam17-Renault Twingo, la rivoluzione francese 4Inutile cercare particolari in comune fra Twingo e forfour (costruite nella fabbrica slovena di Renault a Novo Mesto) che condividono l’architettura a quattro porte, perché oltre il 90% di ciò che è visibile è diverso, mentre sotto la pelle questo rapporto si rovescia, e anche sulla francese troviamo per la prima volta il motore collocato posteriormente e sono le ruote posteriori a spingere l’auto. L’innovativa scelta del “tutto dietro” ha influenzato ovviamente il design della nuova Twingo che con le precedenti ha ben poco in comune, fatta eccezione per il volto sorridente e lo sguardo curioso. Assomiglia alla Fiat 500? Tutte le city car oggi hanno tratti in comune legati alle dimensioni e all’aerodinamica, ma ciò che conta è possedere una linea che renda riconoscibile immediatamente il modello e la sua appartenenza a un brand, aam17-Renault-Twingo,-la-rivoluzione-francese-5obiettivi che i designer di Renault, guidati dal fiammingo Laurens van den Acker (autore di una profonda svolta nel linguaggio stilistico della casa della Losanga che è molto apprezzata dai clienti), hanno sicuramente centrato.

 

Grande dentro

Con spalle ben marcate e lunotto inclinato che richiamano la storica R5 Turbo, nuova Twingo è lunga 3,59 m,  10 cm in meno rispetto alla precedente, ma ne guadagna 33 in abitabilità – merito del passo che sale a 2,49 m – consentendo a due adulti di viaggiare comodamente sul divano posteriore. Il vano bagagli, ricavato sopra al motore e ben isolato termicamente (ma è meglio non trasportarci la shopper con i surgelati), ha una capacità di 219 litri ed è facilmente accessibile grazie alla collocazione alta (i serbatoi dei liquidi e la batteria sono alloggiati nel vano sotto al corto cofano anteriore). La ruota di scorta sostituita dal kit di gonfiaggio e i vetri laterali posteriori con apertura a compasso sono gli unici nei che si possono trovare nella nuova Twingo, una city car che sfodera una precisione costruttiva di altissimo livello, percepibile anche nei più piccoli dettagli, sicuramente favorita, come la Smart forfour, dall’essere frutto di un progetto comune nel quale sono confluite più competenze.

 

Solo a benzina, e va bene così

In futuro non ci saranno Twingo diesel e nemmeno elettriche (a presidiare il settore delle emissioni zero c’è Renault Zoe) e la scelta è fra due 3 cilindri: l’Sce da 1 litro, aspirato, con 70 cv e il Tce 0,9 l turbo da 90 cv (il cambio è manuale a 5 marce), due motori che interpretano ruoli precisi, il primo per un uso prevalentemente urbano, il secondo per chi vuole sempre avere una rassicurante riserva di potenza. aam17-Renault Twingo, la rivoluzione francese 3Li abbiamo provati entrambi in occasione della presentazione internazionale sulle strade intorno a Nantes, città scelta non soltanto per l’intricato reticolo delle strade cittadine (alla prima inversione a U si apprezza il raggio di sterzata da record di 4,3 m) e per le splendide strade che costeggiando la Loira arrivano all’oceano, ma anche, forse, perché è la città natale di Jules Verne, al quale, essendo stato un vero esperto in fatto di creatività, la nuova Twingo sarebbe sicuramente piaciuta. Per divertirsi e per apprezzare l’agilità, la silenziosità e il comfort della nuova Twingo basta il 70 cv, ma le qualità del nuovo telaio emergono soprattutto con il 90 cv, nella guida sportiva: lo sterzo, trattandosi di una “tutto dietro” tende ad alleggerirsi, ma le traiettorie si disegnano con facilità e l’auto le segue docilmente, anche perché il dispositivo di controllo della stabilità e della trazione entra in funzione molto presto. Le sospensioni sono tarate per dosare comfort e sportività in eguale misura, e a bordo la sensazione di benessere è costante. La connettività è garantita dalle piattaforme R&Go, di serie, e R-Link Evolution: il primo utilizza lo smartphone, mentre il secondo ha un display da 7”.  Il listino parte da 9.600 euro per la base e da 11.550 per la meglio equipaggiata Live; ampie sono le possibilità di personalizzazione della carrozzeria e degli interni.