2015: economia malata, auto in convalescenza

Quagliano2.jpgNel 2014 per l’auto vi è stato il primo risultato positivo dopo sei anni di cali. La crescita è stata però modesta (+4,2%) e il cammino da percorrere per tornare ai livelli antecrisi resta molto lungo. Case automobilistiche e analisti sembrano comunque concordare sul fatto che anche nel 2015 vi dovrebbe essere un recupero, ma di modesta entità. Le ragioni delle piccole crescite del 2014 e del 2015 vanno ricercate esclusivamente nel fatto che nei lunghi anni di crisi la domanda di sostituzione è stata sistematicamente rinviata e di conseguenza vi sono auto vecchissime che ancora circolano, ma che devono necessariamente essere sostituite  anche se l’economia non tira ancora. Il mercato dell’auto aziendale nel 2014 ha avuto un incremento doppio rispetto al mercato in generale. La crescita è stata infatti dell’8,4%. Per l’auto le prospettive per il 2015 sono moderatamente positive. I privati difficilmente potranno contare su incentivi all’acquisto e per le aziende il fisco continuerà ad essere esoso, ma la domanda di sostituzione sosterrà le vendite e sui costi di esercizio inciderà positivamente il calo dei prezzi dei carburanti.Anche in questo caso un ruolo importante lo ha avuto la domanda di sostituzione, ma non mancano aziende che hanno incrementato il loro parco auto e va comunque segnalato che il mercato dell’auto aziendale nella carestia che abbiamo dietro le spalle (e che purtroppo non è finita) ha sofferto meno del mercato dell’auto privata. Anche se la produzione industriale viaggia su livelli inferiori di un quarto rispetto alla situazione antecrisi, le attività economiche hanno le loro regole e per gli operatori che usano auto la possibilità di rinviare la sostituzione è minore rispetto ai privati. Anche per l’auto aziendale, dunque, lo scenario non è di ulteriore peggioramento ma resta difficile. Da tempo il mondo dell’auto discute della necessità di sostegni pubblici alla domanda.

Sirio Tardella, nell’opinione che esprime in questo numero, afferma che è del tutto illusorio pensare a nuove forme di aiuti all’acquisto di auto. In effetti incentivi come quelli che abbiamo visto in passato non sembrano essere più possibili, ma non vengono neppure richiesti. L’Unrae chiede infatti soltanto un’agevolazione analoga a quella che da tempo è in atto per il settore immobiliare e cioè la possibilità di una detrazione fiscale di parte del costo di acquisto. La richiesta è legittima, ma il Governo non ha manifestato alcuna intenzione di sostenere il mondo dell’auto. Anzi, per quanto riguarda l’auto aziendale, ha dato esecuzione a una norma assurda che scaturisce nelle ultime infauste revisioni del Codice della Strada ed è entrato in vigore l’obbligo dell’intestazione temporanea delle vetture affidate a dipendenti o amministratori. E’ una misura di cui non si sentiva assolutamente il bisogno e che non esiste in nessun altro paese del mondo. Il Governo avrebbe fatto molto bene a lasciarla inapplicata. D’altra parte il Governo non ha dimostrato neppure la minima intenzione di eliminare le storture normative che sono state introdotte negli ultimi anni per rendere la situazione della fiscalità dell’auto aziendale meno smisuratamente lontana dagli standard europei.

Ma per noi che amiamo chiudere i nostri interventi sempre in positivo c’è anche una buona notizia. Non per merito del Governo ma per le logiche del mercato, il prezzo dei carburanti è in forte calo. E questo inciderà positivamente sull’impiego dell’auto aziendale ed anche su quello degli automobilisti privati.

 

Gian Primo Quagliano

direttore responsabile