2010: meglio le aziende che i privati

di Sirio Tardella – Direttore Centro Studi Unrae

Il mercato automobilistico italiano ha appena archiviato il 2010 con 1.960.000 nuove immatricolazioni, quasi il 10% in meno rispetto all’anno precedente. Un risultato, questo che – come quasi tutti i traguardi raggiunti a ridosso della fase più acuta della crisi economica finanziaria mondiale – può e deve essere analizzato per i suoi aspetti, positivi e negativi, e come anticipatore di tendenze capaci di assumere caratteri di stabilità, una volta superato definitivamente il ciclo depressivo indotto dalla crisi stessa.

In questo senso, quasi due milioni di nuove immatricolazioni rappresentano per il mercato italiano dell’auto un livello vicino alla normalità, vista l’entità del parco e il suo ritmo di sostituzione e, quindi, si potrebbe essere indotti a concludere che la crisi è stata superata senza pesanti conseguenze.

2010 da dimenticare? Certo, ma il bilancio non è del tutto negativo. Mentre le vendite a privati hanno perso il 15,75%, quelle a persone giuridiche sono cresciute del 13% recuperando più o meno un terzo del terreno perduto nel 2009. Il recupero è però dovuto soltanto al noleggio a breve e alle autoimmatricolazioni (soprattutto km zero) mentre gli acquisti diretti delle aziende e quelli per noleggio a lungo termine hanno perso ulteriore terreno.

Un mercato a due velocità
Purtroppo così non è se consideriamo il risultato dell’anno appena passato come sommatoria di due differenti andamenti immatricolativi: il primo riferito al trimestre gennaio-marzo e il secondo alla parte residua (aprile-dicembre). Il primo trimestre, infatti, con oltre 650.000 immatricolazioni ha pesato sul risultato finale per il 34% (la quota, nel 2009, era stata pari al 25%), potendo contare sulle consegne derivate dalla “super-raccolta” ordini riferita a vendite incentivate realizzata a fine 2009. Senza questo apporto aggiuntivo, valutato in oltre 150.000 unità, il risultato di fine anno sarebbe stato ben diverso e molto vicino agli 1,8 milioni, previsti da Unrae già il 16 dicembre del 2009. Un volume di immatricolazioni, quest’ultimo, che – al netto di sostanziali modifiche positive degli indicatori congiunturali – potrebbe rappresentare il mercato 2011 mettendo in evidenza tutte le difficoltà recate dal perdurare di un andamento della domanda particolarmente depresso.
In questo contesto, anche la composizione del mercato delle auto nuove ripartito secondo la tipologia di utilizzatore ha subito andamenti diversificati nei due periodi appena individuati: il primo (gennaio-marzo), quando l’intero comparto delle auto acquistate da persone giuridiche (società, enti, noleggiatori e autoimmatricolazioni) rappresentava soltanto il 20% delle consegne e il secondo quando, cessati gli effetti dell’incentivazione statale, lo stesso comparto recuperava quote di mercato raggiungendo il 32% del totale delle immatricolazioni.
Auto aziendali in recupero
A fine 2010, quindi, secondo le prime indicazioni del Centro Studi Unrae, a fronte di una caduta del mercato totale delle autovetture vicina al 10% rispetto al 2009, le consegne alle persone giuridiche dovrebbero rappresentare il 28% circa del totale e guadagnare rispetto all’anno precedente più del 13%. Non va comunque dimenticato che il comparto aveva mediamente perso quasi il 30% nel 2009 a confronto con il 2008. E’ dunque superata la profonda caduta delle immatricolazioni di auto destinate all’uso aziendale? I risultati riassunti nella tabella che segue ci impongono cautela e ci indicano che i tempi per un recupero di normali livelli di mercato saranno ancora lunghi.
Infatti, tutti i valori del 2010 sono in termini assoluti ancora distanti da quelli riferiti al periodo pre-crisi. In particolare le vere auto aziendali, ovvero quelle acquistate o noleggiate da società, circa 220 mila nel 2010, dopo una flessione media del 25% registrata nel 2009, denunciano un’ulteriore flessione del 6 nel 2010. Segno inequivocabile che le aziende hanno reagito alla crisi allungando i tempi di detenzione dell’auto, procrastinandone il ricambio, anche attraverso un allungamento dei tempi medi di durata del contratto di noleggio. Il 2011 sarà, comunque, l’anno nel quale il parco più anziano dovrà necessariamente essere sottoposto ad un più veloce avvicendamento, riportando gli acquisti a livelli normali (15% del mercato totale), pur tuttavia ancora troppo bassi a causa di una fiscalità punitiva e complicata che porta nelle casse dello Stato un gettito molto costistente, ma costituisce un forte limite alla competitività delle nostre aziende quando, come quotidianamente avviene devono confrontarsi con concorrenti sempre più agguerriti sui mercati internazionali.

Noleggio a breve
Più veloce è stato, e continuerà ad essere, il recupero delle immatricolazioni di autovetture destinate al noleggio a breve termine (+32% sul 2009). Il settore, anche beneficiando delle aspettative di ripresa dei flussi turistici nel nostro Paese, ha già quasi totalmente ristabilito i consueti livelli della propria flotta.
Un discorso a parte meritano invece le auto-immatricolazioni, costituite per quasi il 90% da Km zero e, che rappresentando ormai una politica commerciale ampiamente consolidata, che di fatto ha sostituito gli incentivi alla rottamazione. Il volume di questa tipologia di vendite sarà determinato di volta in volta tenendo conto della necessità di mantenere i livelli di produzione programmati e le quote di rappresentatività sul mercato, mediata con l’opportunità di alimentare la più ampia porzione possibile di domanda marginale. La loro indeterminatezza rappresenta la vera incognita delle stime di mercato anche a breve periodo e il loro livello determinerà, sicuramente, il consuntivo delle immatricolazioni attese per il 2011.

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