Posto guida rialzato e doti da “fuoristrada dei SUV”, versatilità e praticità delle station wagon, efficienza e dinamicità: la sfida è il miglior posizionamento del segmento in termini di costi di esercizio

Striker. Il nome promette bene ed è l’auspicio di un successo: dall’espressione universale “fare strike” o “centrare l’obiettivo” facendo piazza pulita di tutti i birilli del bowling. E la nuova Dacia Striker ha, effettivamente, questa ambizione. Come preannunciato lo scorso marzo in occasione della presentazione del piano strategico 2030, Dacia amplia la sua offerta nel segmento C proprio con la nuova Striker, presentata in anteprima a Milano. Quest’offerta inedita, alternativa ai SUV, consentirà, questo si augura il Gruppo Renault, di rivolgersi a nuovi clienti privati, ma anche professionali. Complementare rispetto a Bigster, ma sempre fedele al Dna Dacia, la Striker è un crossover che potrebbe contribuire all’obiettivo ambizioso del marchio: portare entro il 2030 in Europa la quota del segmento C dal 20 al 33% delle vendite. Posto guida rialzato e doti da fuoristrada dei SUV, versatilità e praticità delle station wagon, efficienza e dinamicità delle berline la nuova Dacia Striker propone un’offerta di motorizzazioni multi-energia elettrificate completa ed il miglior posizionamento del segmento in termini di costi di esercizio.
Le proporzioni la raccontano al meglio: è lunga 4,62 metri, più della stessa Bigster, ma con un tetto decisamente più basso e filante, accompagnato da una luce da terra generosa, fino a 20 centimetri sulle versioni a trazione integrale. Il risultato è una silhouette da wagon rialzata, con un frontale verticale e imponente e un lunotto posteriore che richiama i SUV di famiglia. Sotto la carrozzeria, la base è la collaudata piattaforma CMF-B condivisa con Duster, Bigster, Sandero e Jogger. La gamma motori ricalca quella della sorella maggiore: propulsori ibridi, con possibilità di trazione anteriore o integrale 4×4, oltre alle immancabili versioni bifuel benzina/GPL, marchio di fabbrica Dacia. Non manca un tetto panoramico fisso e un bagagliaio con pianale modulare in tre parti per semplificare i carichi voluminosi.
