Veicoli da lavoro a caccia di efficienza e costi sostenibili

Mobilità sostenibile

I veicoli commerciali rappresentano uno strumento operativo fondamentale nelle realtà produttive e distributive del Paese. In attesa di droni, carrelli autonomi o altri ausili che la scienza e la tecnica ci metteranno a disposizione nel futuro, il furgone (di serie o con allestimenti particolari) è il fido compagno di lavoro quotidiano di molti tecnici, distributori, assistenti; diventa magazzino, ufficio e anche luogo di riposo. Forse addirittura più che nel mercato delle automobili, nei veicoli commerciali l’incidenza del “sentiment” dell’economia è considerevole; infatti vi troviamo i segnali premonitori delle fasi espansive e di contrazione che il Paese si appresta ad attraversare. 

 

 

Veicoli commerciali e congiuntura economica 

Il parco circolante è caratterizzato da un’alta percentuale di veicoli facenti parte di flotte “atomizzate”, cioè composte da pochi elementi, quindi molto parcellizzato e legato a sistemi più tradizionali di fruizione (acquisto diretto, finanziato, leasing). Negli ultimi anni poi - complici divieti di circolazione, accessi ai centri urbani e crescenti costi di esercizio - chi gestisce le flotte di veicoli commerciali deve anticipare, accompagnare e gestire le evoluzioni che sono in atto e che potrebbero avere repentini aspetti di interesse soprattutto nei confronti del tema della mobilità sostenibile. Nel 2018 la ripresa degli ordinativi del settore industriale, manifatturiero e dei servizi ha prodotto un incremento di immatricolazioni più nel noleggio breve/lungo termine che direttamente in capo alle partite Iva, anche se per l’economia italiana si registrano segnali di bassa espansione. Così come le nuove normative ambientali, di sicurezza dei luoghi di lavoro e di economia gestionale, richiederebbero di intervenire con azioni coordinate di ausilio nei confronti dei detentori e degli utilizzatori di veicoli commerciali. Analizziamo nello specifico questi argomenti. 

 

Normative ambientali

Il tema è particolarmente sentito ormai non solo nelle città metropolitane ma in vaste aree del nostro Paese, particolarmente dalle aziende di distribuzione che operano nel cosiddetto “ultimo miglio”, alle prese con crescenti situazioni di divieto o limitazione del traffico per i veicoli diesel. Questi divieti a volte sono solo isterie degli amministratori locali; altre volte sono un palliativo che mira a risolvere con il carattere dell’urgenza una situazione che perdura ormai da decenni. Ringiovanire la flotta dei veicoli commerciali può aiutare se insieme si percorrono studi di rivisitazione dei nostri centri urbani. 

 

 

Sicurezza in primo piano

Sicurezza dei luoghi di lavoro: un veicolo commerciale che accompagna l’attività lavorativa di un tecnico, operaio o piccolo imprenditore rappresenta sicuramente il “suo” luogo di lavoro. Dobbiamo considerarlo come tale, adottando tutte le possibili soluzioni in termini di comfort, ausilio ed assistenza alla guida, protezione dagli incidenti a veicolo fermo o in movimento, che sono tipiche delle normative in materia riservate agli impianti industriali, di stoccaggio e di distribuzione. Il costo degli infortuni è enorme dal punto di vista umano e sociale. Concepire un sistema di premi che faccia diminuire gli oneri assicurativi per le ditte che adottano flotte di veicoli dotati degli accorgimenti adatti a prevenire incidenti, danni posturali permanenti, situazioni di disagio lavorativo in genere, potrebbe aiutare il sistema paese a convergere verso un nuovo e più evoluto livello di sicurezza nel lavoro. 

 

Economia gestionale 

Argomento molto caro ai fleet manager sempre alle prese con i budget compressi delle aziende e i costi crescenti di manutenzioni, carburanti, accessi alle ztl, eccetera. Negli ultimi tempi anche il mondo dei veicoli commerciali sta guardando con crescente attenzione alle soluzioni di noleggio a breve e lungo termine. Esistono dei limiti nel caso dei furgoni allestiti (si pensi alle piattaforme, ai veicoli-magazzino o a quelli frigo) ma la tendenza è chiara, addirittura con una preponderanza verso il mid-term piuttosto che il long-term: allineare il costo di detenzione ed utilizzo del mezzo alla commessa in corso. Personalmente immagino anche un futuro a breve dove accanto al car-sharing potremmo avere un LCV-sharing che vada incontro ad esigenze immediate e di brevissimo periodo di aziende e privati. L’anzianità della flotta circolante (tema comune alle automobili) resta il vero problema del settore; una politica di aiuto al rinnovo deve forse proporsi come obiettivo la calibrazione delle risorse in funzione dei temi ambientali, di sicurezza e gestionali sopra esposti. La filiera dell’automotive è sostanzialmente pronta a sostenere la sfida, gli operatori economici hanno bisogno di un segnale d’attenzione e d’indirizzo dalle politiche sociali ed economiche del paese.  

Registrati all'Area Riservata, avrai:

  • rivista AAM in abbonamento gratuito
  • ultime notizie via email
  • registrazione agli eventi in modo più semplice
  • consulenza fiscale gratuita

Registrati

Fisco: chiedi agli Esperti

Leggi le risposte degli esperti sui temi più rilevanti. E nell'area riservata puoi inviarci la tua domanda!

Fisco e Norme