Mobilità aziendale, un’app sceglie il mezzo “giusto”

Servizi e Tecnologia

Uscire dall’idea di dare solo auto in uso e piuttosto attivare meccanismi gestionali plurimezzo che consentano ai fleet maneger di premiare gli utilizzatori più virtuosi. Non è semplice la sfida del fleet manager 2.0 che si trova sempre più a lavorare insieme al travel manager. Le spinte in questa direzione vengono da due vettori molto potenti: da un lato quello di cavalcare, almeno in linea teorica, la spinta ambientalista, e dall’altro quello, in termini immediati assai più forte, di razionalizzare i costi di spostamento. Tutto questo anche in considerazione del fatto che gli spostamenti possono essere svolti non più e non solo con l’auto aziendale assegnata ma con mezzi in pool oppure con altro tipo di vettore, una volta che l’utilizzo dell’auto (magari per sovrachilometraggio) non sia più realmente conveniente. 

 

 

L’impatto della tecnologia

Con una mano saldamente attaccata alla calcolatrice e l’altra ad apparati tecnologici in grado di valutare quale sia la scelta più conveniente per lo spostamento che si deve intraprendere, l’utilizzatore avrà sempre più l’onere di pensare due volte prima di scegliere come affrontare uno spostamento. Anche perché - come è emerso bene nel corso della tavola rotonda “Professione fleet manager” organizzata nell’ambito della 12° edizione di Fleet Manager Academy che si è tenuta il 25 ottobre scorso a Bologna e moderata da Robert Satiri, consigliere di Aiaga – stanno avanzando in tutta Europa, ma anche in Asia, come ha sottolineato Luca Lucchini, amministratore delegato di Ufleet, sistemi per cui più che assegnare un veicolo si assegna un budget da spendere e sta all’abilità dell’utilizzatore gestire al meglio quella somma, con incentivi crescenti se si spende meno rispetto al budget (che viene visto come un livello massimo di spesa che si può abbattere prestando la massima attenzione alla gestione con concreti vantaggi finali per l’utilizzatore”). 

 

Vince il risparmio di spesa

Resta il fatto che le competenze del fleet manager si intersecano sempre più con quelle del travel manager; due profili degli spostamenti che non può e non deve essere limitata alla gestione del mezzo a quattro ruote. A maggior ragione se l’obiettivo è quello del massimo risparmio sia per le aziende sia per i driver, che sempre più sono coinvolti in politiche di saving e devono fare i conti con abitudini di movimento che stanno rapidamente cambiando. “Ad esempio – ha ricordato Marco Girelli, sales and marketing director di Alphabet Italia – in Italia ci sono 26 milioni di potenziali utenti di car sharing che guidano circa 500mila auto mentre sono in strada 61 vetture ogni 100 abitanti che sono ferme per il 92% del tempo e percorrono mediamente 14 km al giorno ad una velocità di 7,5 km ora nelle ore di punta. Una dose sempre maggiore di intermodalità avrà impatti significativi anche sulle gestione delle flotte e della mobilità”. 

Su questi temi le imprese agiscono con sempre maggiore oculatezza e con la massima attenzione ai costi. “Noi di Credem – spiega Barbara Piombi, responsabile del servizio mobilità del gruppo Credito Emiliano – gestiamo circa 350 auto per un costo annuo di 4,6 milioni, di cui il 25% per costi del carburante, e ci siamo orientati sia sul monomarca, con uno stop totale a tutte le personalizzazioni e configurazioni fisse con optional legati alla sicurezza, sia sulla monofornitura di servizi; cerchiamo anche di sensibilizzare i dipendenti all’uso più economico possibile del mezzo, mettendo in campo vere e proprie gare sui costi. E così chi riduce al massimo i consumi e fa carburante dove costa meno vince un corso di guida sportiva, mentre per tutti facciamo corsi di guida sicura ed ecologica”. 

 

La tavola rotonda “Professione fleet manager” organizzata nell’ambito della 12° edizione di Fleet Manager Academy 

 

Mobility manager sullo sfondo 

Relativamente all’unificazione della funzione tra fleet manager e travel manager che dovrebbe poi sfociare nella figura specifica del mobility manager, secondo Aldo Iacono, direttore Fleet and mobility di Edenred, c’è ancora molta strada da fare. “Resta molto difficile trovare imprese che accentrano il ruolo in un unico soggetto, fermo il fatto che tutti hanno come obiettivo da un lato la riduzione dei costi e dall’altro il monitoraggio dei dipendenti; servono politiche concrete che incentivino gli utilizzatori a politiche virtuose. In questo senso gli smartphone sono ormai diventati il terminale inevitabile della gestione della mobilità in tempo reale”.  

Registrati all'Area Riservata, avrai:

  • rivista AAM in abbonamento gratuito
  • ultime notizie via email
  • registrazione agli eventi in modo più semplice
  • consulenza fiscale gratuita

Registrati

Fisco: chiedi agli Esperti

Leggi le risposte degli esperti sui temi più rilevanti. E nell'area riservata puoi inviarci la tua domanda!

Fisco e Norme