Iva, prorogato al 2013 il regime “transitorio”

di Antonio Cernicchiaro
Direttore relazioni istituzionali di Unrae

L’ acquisto e la gestione delle auto aziendali sono da anni al centro dell’interesse del legislatore sia italiano che europeo, nonché dei giudici della Corte di Giustizia Europea. Soprattutto la gestione di tali veicoli richiede un approfondito studio ed un attento e costante aggiornamento della normativa fiscale di riferimento, in quanto davvero complessa e articolata. Dopo aver mantenuto un regime di detrazione dell’Iva sull’automobile diverso da quello ordinario per ben 25 anni grazie ad una deroga alla normativa europea sistematicamente rinnovata, l’Italia nel 2006 è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea. Dopo una lunga trattativa con le autorità europee il nostro Paese è stato autorizzato a limitare fino al 31 dicembre 2010 al 40% il diritto alla detrazione per le auto aziendali non strumentali. La scadenza del 31 dicembre scorso è stata però prorogata al 31 dicembre 2013.

Infatti, questa può determinare significative e rilevanti variazioni dell’ammontare di imposte a cui le aziende sono soggette, oltre ad avere una grande rilevanza per il bilancio dello Stato. Alla luce di queste considerazioni, non sorprende che la normativa in materia di deducibilità ai fini delle imposte sui redditi e di detraibilità dell’Iva afferente gli acquisti relativi a veicoli a motore aziendali abbia subito negli ultimi anni una serie di modifiche normative. In particolare, le più recenti traggono origine dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 settembre 2006, che – ricordiamo – ha dichiarato l’incompatibilità della normativa italiana (DPR n. 633/72)  con la normativa comunitaria, nella parte in cui si sanciva l’indetraibilità oggettiva dell’imposta relativa all’acquisto e all’utilizzo delle auto aziendali.

Evoluzione normativa
Il Governo, al fine di adeguare la legislazione italiana alla sopracitata pronuncia ed evitare possibili difficoltà sui conti pubblici, ha emanato il Decreto-Legge n. 258/2006, del 15 settembre 2006, con cui ha disciplinato le modalità di recupero dell’Iva non detratta sugli acquisti e sull’impiego degli autoveicoli aziendali fino al 13 settembre 2006. In sede di conversione del suddetto Decreto, il legislatore ha, quindi, modificato l’art. 19-bis1, lett. c), del DPR n. 633/72, stabilendo che l’imposta sarebbe stata detraibile in misura ridotta (40%) a far data dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dell’autorizzazione riconosciuta all’Italia da parte del Consiglio Europeo, autorizzazione arrivata il 18 giugno 2007, pubblicata sulla G.U.U.E. il 27 giugno 2007. A partire, dunque, dalla pubblicazione della Decisione del Consiglio dell’Unione Europea 2007/441/CE, del 18 giugno 2007, l’Italia è stata autorizzata a derogare ai principi ordinari in materia e, quindi, a limitare la detrazione dell’Iva al 40% per gli acquisti ed i costi auto effettuati dal 27 giugno 2007. A seguito della sopracitata Decisione del Consiglio, la Legge Finanziaria 2008 (Legge n. 244 del 24 dicembre 2007, art. 1, comma 261) ha modificato di nuovo la disciplina della detrazione per le operazioni relative a veicoli stradali a motore di massa non superiore a 3.500 kg e fino a otto posti a sedere, non interamente utilizzati a fini professionali,  fissando la limitazione della detrazione dell’Iva al 40% (rispetto al 15% in vigore fino al 2007), non applicabile, però, nel caso di un veicolo utilizzato interamente a fini professionali.

Beni strumentali
A tal proposito, la Decisione del Consiglio 2007/441/CE del 18 giugno 2007 aveva chiarito che la detrazione per intero spetta se i veicoli rientrano fra i beni strumentali dell’impresa che li utilizza per la sua attività (p.es. veicoli destinati a fini formativi da una scuola guida o da imprese di noleggio o leasing) e ha autorizzato la Repubblica italiana ad applicare misure di deroga all’articolo 26, paragrafo 1, lettera a), e all’articolo 168 della Direttiva 2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto. Infatti, proprio in deroga all’articolo 168 della Direttiva 2006/112/CE, l’Italia è stata autorizzata a limitare al 40% il diritto a detrarre l’Iva sulle spese relative ai veicoli stradali a motore non interamente utilizzati a fini professionali fino al 31 dicembre 2010. Allo scadere di tale data, l’Italia avrebbe dovuto applicare il regime ordinario di detraibilità che vige in ambito UE, senonchè ha chiesto l’autorizzazione a prorogare la suddetta misura di deroga all’art. 26 e all’art. 168, al fine di continuare a limitare il diritto di detrazione sulle spese relative a veicoli non interamente utilizzati a fini professionali. Il Consiglio dell’Unione Europea con la Decisione 2010/748/UE, del 29 novembre 2010, ha prorogato la scadenza della Decisione 2007/441/CE al 31 dicembre 2013. La normativa sulle auto aziendali è destinata a subire  altre modifiche nel momento in cui la Decisione n. 2010/748/UE del Consiglio dell’Unione Europea scadrà il 31 dicembre 2013 e, salvo eventuali ulteriori proroghe, entreranno in vigore le regole comunitarie sulla detrazione Iva auto ordinaria, nella speranza che non venga ripristinato il principio della “proroga sine die”, tenuto conto che l’Italia in passato ha beneficiato di tale sistema per oltre 25 anni. L’auspicio è che, almeno dal 2014, anche l’Italia possa adottare un’aliquota di detrazione dell’Iva più allineata agli altri maggiori Paesi europei, che prevedono in molti casi la detrazione totale (Francia, Gran Bretagna, Spagna).

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